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Bonifiche in porto oggi incontro col ministro

Bonifiche in porto oggi incontro col ministro

Comune, Provincia, Authority e Regione in trasferta a Roma per il caos del Sin Lettera a Orlando: ecco perché gli enti chiedono il passaggio sotto l’ala di Firenze

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LIVORNO. Oggi i rappresentanti di Comune, Provincia, Autorità portuale e Regione incontreranno a Roma il ministro all’Ambiente, Andrea Orlando. Sul tavolo la partita della riperimetrazione del Sin, ovvero il Sito di interesse nazionale di Livorno.

La polemica è scoppiata a sorpresa la scorsa settimana. Gli enti locali chiedono da tempo di trasferire sotto l’ala di Firenze (quindi far passare a Sir, Sito di interesse regionale) 20mila metri quadrati di acque portuali, banchine e piazzali industriali che oggi fanno parte del Sin, lasciando come osservati speciali del ministero dell’Ambiente solo le aree della raffineria Eni e della centrale Enel. Questo, sostengono gli amministratori e una fetta delle forze politiche, per velocizzare autorizzazioni e procedure di bonifica.

Fino a una ventina di giorni fa l’accordo sembrava fatto, ma mercoledì scorso, in conferenza dei servizi, i vertici del ministero hanno fatto un passo indietro, dicendo di voler mantenere nel Sin sia le acque del porto che alcune aree a terra. Quelle “contingue alla parte meridionale della raffineria”, come il sito ex Delphi.

Oggi gli amministratori (dovrebbero esserci Cosimi, Provinciali, Kutufà, gli assessori Gulì e Bramerini, forse il governatore Rossi) porteranno al ministro una nota congiunta in cui cercano di rispondere soprattutto sul piano tecnico all’ipotesi avanzata dal ministero. Controbattere, più che rispondere, integrando i dati i dati Ispra sull’inquinamento messi sul tavolo durante la conferenza dei servizi lo scorso 31 luglio.

Nel documento gli enti locali ribadiscono la «necessità» di inserire le aree marine nel Sir «non per eludere le procedure di bonifica, ma per agevolare il governo del territorio con la Regione» che, dicono da Livorno, «risulta tradizionalmente sensibile alle tematiche ambientali» e «segue e promuove gli sviluppi del porto più importante della Toscana».

Nella nota viene quindi messo in evidenza che avere uno scalo diviso tra Sin e Sir comporterebbe una «duplicazione di procedure inutile e dannosa», rischiando di concretizzare una «ingiustificata e penalizzante disparità di trattamento tra il porto di Livorno e altri vicini che magari, pur presentando analoghi livelli di inquinamento, non sono mai stati Sin».

Capitolo a parte per le aree vicine alla raffineria Eni, per le quali viene messa in evidenza la vocazione ormai soprattutto commerciale, con la presenza di concessionarie e attività legate alla componentistica auto.

La richiesta è, quindi, sempre la stessa: riperimetrare il Sin di Livorno, così come avverrà per Massa Carrara.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web