Gioco
Sin, domani delegazione toscana a Roma
Il ministro rassicura: «A settembre il passaggio al sito di interesse regionale». Ma di quali aree?
LIVORNO. «Il Sin di Livorno passerà a Sir, sito d’interesse regionale, a settembre»: lo ha assicurato due giorni fa il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, a margine di una iniziativa a Firenze. Il punto, però, è capire quale parte dell’attuale Sin passerà sotto la lente della Regione.
Gli enti locali chiedono da tempo di trasformare in Sir i 20mila metri quadrati di acque portuali, banchine e piazzali industriali che oggi fanno parte del Sin, lasciando come osservati speciali del ministero solo la raffineria Eni e la centrale Enel. Questo - sostengono gli amministratori nella lettera appena scritta al ministero - non per «ottenere sconti sui controlli ambientali, ma per avere un interlocutore più vicino e semplificare autorizzazioni e procedure di bonifica». Ad esempio per gli escavi.
L’accordo sembrava raggiunto, ma una settimana fa al tavolo della conferenza dei servizi i vertici del ministero hanno ipotizzato di tenere nel Sin sia le acque del porto, che una parte delle aree a terra, ad esempio il sito ex Delphi. Domani una delegazione di amministratori e tecnici del Comune, della Provincia, dell’Autorità portuale e della Regione (forse insieme a Cosimi, Kutufà e Provinciali ci sarà anche il governatore Rossi) incontrerà a Roma il ministro Orlando.
Intanto dalla segreteria di Rifondazione, guidata da Lorenzo Cosimi, arriva una dura presa di posizione nei confronti del ministero per la «parziale, ma importante marcia indietro rispetto agli accordi». Con l’ipotesi di «organizzare un consiglio comunale di protesta a Roma». «Al sindaco che è stato uno dei protagonisti istituzionali dei tavoli e delle conferenze dei servizi – si legge nella nota inviata dal Prc – chiediamo di fare una comunicazione urgente al consiglio, che su una decisione dirimente per il futuro economico e sociale del porto e della città non può essere informato solo dalla stampa. Dato che il passaggio da Sin a Sir – chiudono – non comporterebbe nessuna deroga per il porto ma solo una interlocuzione più celere con la Regione, sono da ritenersi gravi e dannose le resistenze centrali».
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