Gioco
«Livorno non perda la seconda chance»
Nebbiai torna alla carica sulla Concordia: «Se il lavoro va a Piombino, una parte della demolizione può avvenire in città»
LIVORNO. Livorno deve difendere la scelta di Piombino, perché il relitto della Concordia venga demolito in Toscana. A quel punto potrà rientrare in gioco. E non soltanto in una joint venture che veda i nostri riparatori andare a lavorare in trasferta all’ombra della Lucchini, ma in una sinergia che porti una parte dello smantellamento direttamente in città.
Valter Nebbiai torna alla carica. E’ tra quelli convinti che la partita della demolizione della nave sia ancora aperta. E così dopo l’intervista del Tirreno al comandante Roncucci - che aveva sottolineato quanto Livorno fosse indispensabile perché Piombino si aggiudicasse il lavoro - ribadisce un concetto che nei mesi scorsi l’aveva isolato all’interno della giunta e si toglie pure qualche sassolino. Partendo da un presupposto, che è anche una critica per niente velata all’amministrazione di cui è parte: Livorno ha sbagliato una volta, rinunciando ad entrare nel business dello smantellamento, ma ora non può ripetere l’errore, «perché sbagliare di nuovo dimostrerebbe insufficiente lungimiranza politica».
«Dispiace - attacca Nebbiai - che all'inizio l'idea fortemente espressa dal presidente Rossi e dall'allora ministro Clini di portare a Livorno la nave per smantellarla, abbia trovato nella nostra città diffuse perplessità ed isolati consensi. Questo ovviamente ha causato nel governo e nella Regione fastidiosi problemi politici, la corsa ad individuare l'alternativa di Piombino e la perdita di una importante occasione di lavoro per la nostra città. Non posso non ricordare che con la Karin B e la Deep Sea Carrier l'interesse fu opposto».
Secondo Nebbiai però ora che la partita si sta chiudendo, Livorno ha una seconda chance: sostenere la candidatura di Piombino. «Allo stato dei fatti, con tutte le pressioni politiche, lobbies che operano per dirottare il relitto a Civitavecchia, Palermo o verso la Turchia, la ragione ci induce a difendere con tutti gli strumenti della politica la scelta di Piombino al fine di non indebolire le azioni intraprese dal presidente Rossi che ovviamente vuole questo lavoro in Toscana - è la riflessione di Nebbiai -. Occorre quindi far fronte comune e difendere quella scelta a tutti i costi, anche per verificare, una volta che la commessa sarà assegnata a Piombino, come potrà essere organizzato lo smantellamento anche nella nostra città». Nebbiai preferirebbe non sbilanciarsi sull’aspetto tecnico, ma tirato per la giacca confida la sua idea: «Va verificata dagli esperti, ma la proposta di Roncucci di effettuare la demolizione sopra coperta a Piombino e quella della chiglia a Livorno mi sembra interessante».
I tempi sono stretti. E dall’assessore parte l’appello: «I soggetti pubblici interessati studino il problema perché a settembre la nave, con tutta probabilità sarà raddrizzata, primo passo per il trasferimento. A quel momento nella nostra città dovrebbero prevalere le idee chiare: sbagliare di nuovo dimostrerebbe insufficiente lungimiranza politica».
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