Toscana
E l’avvocato su YouTube fa lezione di diritto
Marco Guercio, il legale corteggiato dalla politica, sbarca sul canale virtuale con venti puntate dedicate a processi penali, cause civili, famiglie e lavoratori
LIVORNO. Così l'avvocato mette la faccia su Youtube e dalla finestra virtuale prova a spiegare il diritto in venti puntate. Lui in città non ha bisogno di grandi presentazioni, soprattutto nel mondo delle associazioni, dei diritti civili e del lavoro. Qualcuno lo vorrebbe anche in corsa nella maratona della politica. Intanto Marco Guercio - 42 anni, sposato con una figlia, legale dell'omonimo studio Guercio e Associati - è sbarcato sul canale virtuale di Youtube con un progetto realizzato in collaborazione con Multiverso. Ovvero la realtà fiorentina di coworking, che vede professionisti di diversi mondi e competenze condividere idee e spazi di lavoro.
A lezione di diritto...online. Perché? «Perché nel 2013 – risponde lui – se vuoi fare l'avvocato, lo devi fare così. Andando incontro alle esigenze del cliente, anche su Youtube. La gente va su Internet, si informa: non siamo più gli Azzeccagarbugli con i polli in mano, con i clienti dobbiamo rapportarci in modo diverso».
Sul canale virtuale per ora sono stati caricati venti video dai due ai dieci minuti di lunghezza ciascuno. Spaziano dal diritto civile a quello penale, dal diritto di famiglia a quello del lavoro. Si parla del “rapporto professionale tra il cliente e l’avvocato”, delle “spese legali e di giustizia”, dei “casi di colpa medica: tutela e risarcimento”. Flash anche sulle violazioni delle condizioni di separazione, sui contratti precari e sulle querele. Pillole di “avvocatese” reso un po’ “avvocatese” per il pubblico della rete.
Il set, per la verità, non è lo studio di piazza della Repubblica, ma artificiale: scrivania di vetro, lampada minimal, un paio di quadretti azzurri e camicia bianca. «Facciamo una cosa strana: parliamo di diritto su Internet», dice l’avvocato nel ciak di presentazione.
«Nessuna videoconferenza o lezioni in cattedra – spiega poi sul suo blog (“se è giustizia, è per tutti”), che a oggi conta circa 17.950 visualizzazioni – ma brevi cenni, che ovviamente non hanno la pretesa di trattare un'intera materia o un singolo istituto, ma si propongono di dare a chi li guarda informazioni utili ad affrontare una certa questione giuridica».
«Capisaldi – ribadisce dall’altra parte della cornetta – che a mio avviso vanno conosciuti prima di andare a prendere un appuntamento da un avvocato. Mi sono chiesto di cosa hanno bisogno sia il legale che il cliente nel 2013, provando a mettermi dall'altra parte della scrivania. Non mi viene difficile – sorride – non sono figlio di avvocati...».
Per ora sul canale Youtube che porta il nome dello studio livornese e al quale si accede anche dal blog, sono stati caricati venti video. Altri venti saranno inseriti a settembre. Ma questa volta finirà in rete una serie di casi veri, trattati negli ultimi anni, ovviamente cambiando nomi, cognomi e dati sensibili dei diretti interessati. In piedi, se l’iniziativa riuscirà a decollare, c’è anche l’ipotesi di una terza tranche, con la possibilità di interagire con l’avvocato dalla tastiera di casa.
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