Gioco
E sul lungomare d’Antignano nasce la prima supervilla in legno
LIVORNO. La villa dei sogni ha colonne stile liberty in marmo di Carrara, capitelli a dado, e un belvedere che guarda il mare e sembra una terrazza Mascagni in miniatura. A vederla così, sul...
LIVORNO. La villa dei sogni ha colonne stile liberty in marmo di Carrara, capitelli a dado, e un belvedere che guarda il mare e sembra una terrazza Mascagni in miniatura. A vederla così, sul rendering che pubblichiamo qua a fianco, pare la sorella più giovane dei nobili palazzotti che da fine Ottocento rendono unico il lungomare d'Antignano. E invece quei 400 metri quadri spalmati su due piani, più taverna, garage sotterraneo e parco di palme, potrebbero essere più verosimilmente gli eredi mediterranei di qualche supercasa di Key West o delle tipiche abitazioni del Maine, o magari, senza dover arrivare fino alla costa est degli States, di qualche chalet di montagna. Perché le loro pareti anziché in cemento saranno in legno. E il tetto pure. E i pavimenti, le scale, la terrazza idem. Così come le colonne portanti.
In realtà, anziché “saranno”, bisognerebbe dire "sono". Il cantiere, nascosto agli occhi di chi passa lungo il viale d'Antignano dal muro della confinante villa Comel riportata a nuova vita da Baracchino e Mei, è stato inaugurato a gennaio e la struttura della villa neanche sette mesi dopo è già ben delineata. «Per arrivare a chiudere il tetto abbiamo impiegato tre settimane - spiega Emanuele Garufi, architetto livornese, responsabile del cantiere -. E tra due mesi al massimo i lavori saranno terminati». E così quella sagoma oggi abbracciata dalle impalcature diventerà esattamente come il rendering: la prima villa in legno del lungomare ma anche di tutta la città.
La novità ha un duplice valore: c'è quello della curiosità, perché una casa in legno è qualcosa che da queste parti non s'è mai vista e nell'immaginario collettivo porta la mente alle baite di montagna, tetti a spiovente carichi di neve e comignoli fumanti, e stimola mille domande, dalla resistenza nel tempo all'isolamento termico e acustico, dall’estetica alla reazione al salmastro fino alla tenuta antisismica.
Ma accanto alla curiosità c'è l'aspetto del mercato. Che da solo risponde a molte se non a tutte quelle domande: perché i numeri dicono che l'edilizia in legno nel 2012 ha registrato in Italia un più 400 per cento, ma ancor più convincente è il dato svizzero, dove «il 90 per cento del nuovo costruito è in legno», sottolinea Garufi.
Non sarà un caso davanti a cifre del genere che in questi mesi di lavoro il cantiere sul viale d'Antignano abbia ricevuto qualcosa come 120 visite di cittadini incuriositi e società immobiliari intenzionate a diversificare la propria offerta.
A chi adesso stesse pensando ad una proposta, va chiarita una cosa: la villa, in costruzione laddove un tempo sorgevano i magazzini, la stalla e la casa del custode dell'attigua villa Comel, non è in vendita. E’ stata commissionata da una professionista livornese che aveva acquistato il terreno, alla Log House di Trento, una delle principali società del settore, che ha realizzato tra l’altro il nuovo Auditorium de L’Aquila disegnato da Renzo Piano. E in meno di un anno le sarà consegnata, chiavi in mano. Con quali costi? «I costi di costruzione vanno dai 1200 ai 1500 euro al metro quadro chiavi in mano. Nel caso di Antignano siamo chiaramente al top della forbice. Vanno aggiunti i costi di fondazioni e terreno», spiega Garufi.
Che poi snocciola una serie di pregi dell’edilizia in legno: «I tempi di costruzione sono certi e non superano i sette mesi comprese le fondazioni. E certi sono anche i costi. Il che è un vantaggio indubbio, per chi compra e per chi investe - sottolinea l’architetto livornese -. La struttura poi pesa un terzo rispetto al cemento armato e in caso di sisma le masse movimentate sono minori così come i rischi. A livello estetico infine questa villa, così come un casolare in stile toscano che abbiamo realizzato a Lorenzana, è la dimostrazione che non si costruiscono in legno solo gli chalet di montagna». Ma la ciliegina sono i risparmi energetici: «Le pareti completate con un cappotto di lana di roccia danno valori prestazionali eccezionali - continua Garufi -. Per scaldare questo salone di 45 metri quadri il fabbisogno energetico è paragonabile a una lampadina da 100 watt. Diciamo che con 200 euro l’anno si scalda un’abitazione. Qui ad esempio abbiamo scelto un pannello radiante al soffitto che funzionerà per irraggiamento: sarà come spegnere o accendere il sole o entrare in una caverna».
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