Il Tirreno

Livorno

PROSSIMO SINDACO

Emanuele Rossi non ci sta «Mai stato candidato»

di Andrea Lazzeri
Emanuele Rossi non ci sta «Mai stato candidato»

LIVORNO. Non ha perso la passione per la politica né quella del'impegno civile e il gusto della battaglia culturale. Il suo amore per Livorno resta intatto. Eppure Emanuele Rossi, uno dei maggiori...

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LIVORNO. Non ha perso la passione per la politica né quella del'impegno civile e il gusto della battaglia culturale. Il suo amore per Livorno resta intatto. Eppure Emanuele Rossi, uno dei maggiori costituzionalisti italiani, non se la sente proprio di vestire i panni di candidato a sindaco, non sarebbe la sua storia né il suo talento. «Perché - dice - per fare il sindaco occorrono qualità, esperienze, competenze che io non sento di avere». Così in questa estate di pissi-pissi bau-bau sui nomi del dopo Cosimi, il professore del Sant'Anna si sente quasi tirato per la giacchetta, e risponde che lui non è della partita . Nonostante l'impegno a dare il proprio contributo al bene comune di Livorno permanga inalterato. In un'altra stagione politica si sarebbe detto che restava un "intellettuale impegnato". Oggi, più laicamente, basta sciorinare la lunga lista di lavoro che si cumula sulla scrivania di Rossi: docente universitario, direttore dell'Istituto "Diritto, politica, sviluppo" della Scuola superiore Sant'Anna, prorettore vicario della stessa Scuola, membro del comitato scientifico di IdeaLi, presidente dell'associazione intitolata ad Ablondi e altro ancora. Oltre ai doveri di padre e marito.

Il suo nome come futuro sindaco nella Livorno 2014 s'era affacciato più volte, anche sulle pagine del nostro giornale, sostenuto da una quota influente del mondo politico e, soprattutto, dalla spasmodica ricerca da parte del partito democratico di un candidato che fosse espressione della società civile, non apparisse come membro di vecchie e nuove nomenclature, avesse una caratura morale immacolata. La rosa dei papabili cittadini non è molto ampia e quindi Emanuele Rossi si è trovato inserito nell'elenco. Tanto che, col tempo, il professore riferisce di aver percepito anche un certo imbarazzo nell'incontrare altri concittadini che, magari, aspirano a quel ruolo. Così ha deciso di rompere gli indugi e, facendo violenza alla sua proverbiale riservatezza, affida al Tirreno l'interpretazione autentica del suo vivere a Livorno: «Non sono candidato a sindaco. Per ricoprire quell'incarico bisogna avere esperienze e competenze che non mi appartengono. Quando ho fatto il preside alla Scuola Sant'Anna - aggiunge _ mi sono impegnato nel costruire la mia successione affidando ad alcuni colleghi incarichi di responsabilità e che dessero anche adeguata visibilità: la scelta del nuovo preside avvenne poi serenamente e all'unanimità. Credo che questo metodo sarebbe stato adatto anche per proporre il futuro sindaco». Partita chiusa, dunque? «Sì, in realtà mai aperta. Ma sia chiaro non vorrei si leggesse una patina di presunzione nelle mie parole: credo che chi accetterà di candidarsi debba essere considerato con il massimo rispetto, perché si metterà in gioco per la propria città in una stagione politica difficilissima e in una condizione amministrativa che vede ridotta al minimo la capacità di dare risposte ai bisogni della gente».

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