Il Tirreno

Livorno

«Villa Morazzana è chiusa da un anno, che spreco assurdo»

di Ludovica Monarca
«Villa Morazzana è chiusa da un anno, che spreco assurdo»

Parla l’ex gestore Andrea Sgarallino che domenica scorsa ha pagato una pagina di pubblicità per «svegliare la città»

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LIVORNO. Villa Morazzana ad un anno dalla sua chiusura. Firmato l’ex gestore Andrea Sgarallino. Sullo sfondo un’immagine della villa con davanti il grande cancello nero serrato.

Così Andrea Sgarallino, con una foto a tutta pagina uscita sul nostro giornale la scorsa domenica ha deciso di lanciare un messaggio alla città per ricordare in che condizioni versa la struttura da ormai dodici mesi. «L’ho fatto – spiega l’ex gestore della villa – spinto dalla tristezza più che dalla rabbia, anche se arrabbiato per come sono andate le cose lo sono eccome. Quella pagina voleva essere un modo per ricordare ai livornesi, in un momento in cui sembra che sia una gara a chi chiude prima, l’ennesima occasione che questa città ha perso lasciando che una struttura come quella venisse in pratica abbandonata».

La storia

Tutto inizia nella primavera del 201: quando la Regione Toscana richiese al Comune di Livorno di accogliere alcuni migranti provenienti da Lampedusa, venne fatto presente che l’unica struttura disponibile, benché destinata fino ad allora ad Ostello della Gioventù, era Villa Morazzana, che tuttavia aveva una capienza massima di 25 persone. Tale possibilità era in ogni caso subordinata alla disponibilità del gestore. «E io, quando il sindaco Cosimi mi convocò in Comune dissi diedi subito la mia disponibilità», spiega Sgarallino. La struttura in quel momento era infatti gestita dalla società di Andrea Sgarallino in virtù di una convenzione in scadenza al 20 giugno 2012, scadenza che coincideva col periodo coperto in un primo momento dagli interventi ministeriali. La Regione Toscana avrebbe erogato direttamente al gestore il contributo messo a disposizione giornalmente per ogni profugo.

L’Amministrazione d’altra parte non intendeva rinnovare detta convenzione, tant'è che il Comune aveva già inoltrato al gestore formale comunicazione di disdetta del contratto.Il Comune aveva intenzione di avviare una manifestazione di interesse con l'obiettivo di rifunzionalizzare la struttura stessa, seppure mantenendone una destinazione sociale e/o culturale. Procedura che è stata in effetti è stata avviata nell’aprile 2011 ed è stata temporaneamente sospesa proprio in ragione dell’emergenza profughi che si era nel frattempo manifestata.

La chiusura.

Dalla richiesta della Regione alla chiusura della struttura passa un anno e mezzo. «Un anno e mezzo in cui – specifica Sgarallino – abbiamo non solo creato lavoro per quattro persone, ma anche dato una possibilità a una struttura e ospitato persone davvero bisognose. Il progetto era meraviglioso, funzionava».

A fine luglio 2012 - alla scadenza della concessione comunale - i profughi vengono trasferiti in diverse strutture e la struttura viene chiusa tra la rabbia del gestore e delle associazioni. «Avevamo un contratto con la prefettura fino al 31 dicembre e avevamo sottolineato quanto sarebbe stato importante per quelle 39 persone terminare qui il percorso di integrazione iniziato a Livorno. – spiega Sgarallino – E invece l'ufficio patrimonio del Comune ha deciso che per villa Morazzana aveva altre idee e che a giugno la concessione della struttura doveva terminare. La cosa paradossale è che prima hanno chiesto alla Regione di chiuderci, accampando motivazioni igienico-sanitarie senza che mai l'Asl ci abbia fatto ispezioni o verbali, poi d'improvviso, in extremis, hanno chiesto alla stessa Regione di non chiuderci più». È palese che due diversi uffici dell'amministrazione hanno guardato, senza troppo coordinarsi, la questione villa Morazzana.E l'obiettivo dell'ufficio patrimonio di riprendere in mano il bando per raccogliere proposte sul miglior utilizzo del complesso, alla fine ha avuto la meglio.

E adesso?

«Peccato però che quel bando per la riassegnazione della struttura non sia mai stato fatto – afferma arrabbiato l’ex gestore – E la struttura, ormai abbandonata a se stessa da un anno, chissà in che condizioni versa. Ci vorranno investimenti seri per sistemarla e c’è il rischio che rimanga chiusa ancora a lungo vista la situazione di crisi in cui siamo». È deluso Sgarallino e molto amareggiato. «Non mi dimenticono quelle 39 persone che sono salite a forza su quegli autobus – racconta – Il nostro progetto dava lavoro a 4 persone, più l’indotto. I soldi arrivavano dal ministero e Livorno aveva la possibilità di dimostrarsi come la città accogliente che è. Capisco che la convenzione era scaduta, ma se si vuole la burocrazia si può anche cambiare in favore di un’attività che funziona. E adesso? Il risultato è che una struttura meravigliosa come villa Morazzana è totalmente abbandonata a se stessa. Io sono arrabbiato perché mi sembra uno spreco immenso, un peccato. Un vero peccato».

E promette: «Pubblicherò una pagina come quella ogni anno fino a che quella struttura non sarà riaperta. E purtroppo credo che passerà del tempo. Spero davvero di venire smentito».

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