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Si raddrizza la Concordia: Titan punta al 4 settembre

Stefano Taglione
Si raddrizza la Concordia: Titan punta al 4 settembre

Al Giglio l’obiettivo è far rigalleggiare la nave subito dopo la stagione balneare. Il consorzio: «Lo scafo non è corroso, attendere ancora potrebbe danneggiarlo»

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ISOLA DEL GIGLIO. Entro metà settembre la Costa Concordia sarà raddrizzata. Il consorzio italo-americano Titan Micoperi, responsabile del progetto di rimozione della nave, accelera i tempi (FOTO). Le operazioni per ruotare il relitto potrebbero partire già il 4 settembre, per concludersi dopo quattro giorni. La data sarà ufficializzata dal comitato consultivo della protezione civile, di cui fa parte anche la Regione. Titan Micoperi intanto ha già presentato la documentazione che illustra come verrà stabilizzata la Concordia, anche se l'Osservatorio regionale ha chiesto al consorzio alcune integrazioni.

La decisione finale verrà presa nei prossimi giorni in un incontro convocato a Roma dal capo dipartimento della protezione civile Franco Gabrielli. Ma partire a settembre è l'ipotesi più concreta. Ne è la prova l'imminente arrivo del blister - un cassone a spinta che verrà posizionato sulla prua della nave proprio per ripristinarne l'assetto verticale - in partenza da Palermo e atteso al Giglio entro il 10 agosto. Inoltre gli accertamenti tecnici consiglierebbero di procedere quanto prima alla rotazione dello scafo. «Non vi è evidenza di un processo di corrosione tale da compromettere la robustezza del relitto», ha rivelato dieci giorni fa Titan Micoperi. Aspettare sarebbe invece un rischio. A causa delle correnti e del lungo tempo di permanenza in acqua, infatti, la nave giorno dopo giorno si corrode e si deforma.

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I lavori. Una volta raddrizzata, la Concordia sarà fissata al fondale grazie a sei piattaforme subacquee saldate nel granito. Il galleggiamento è assicurato da trenta cassoni posti sul lato emerso della nave, la cui installazione si è conclusa ieri. La rotazione sarà possibile grazie a dei martinetti idraulici che metteranno in tensione i cavi di acciaio fissati alla cima dei nove cassoni centrali e alle piattaforme sulle quali poggerà il relitto. Una fase delicatissima dove si devono compensare al meglio le forze per farlo ruotare senza deformarne lo scafo.

La rimozione. Nessuna certezza invece sull'effettiva rimozione della nave dal Giglio. La Concordia potrebbe rimanere sull'isola fino a primavera. Dopo la rotazione lo scafo sarà riparato e, una volta pronto, verranno posizionati i cassoni di spinta sul lato ora immerso. Terminati i lavori sarà deciso il porto di destinazione. La Regione preferirebbe che la nave fosse smantellata a Piombino,ma tutto dipenderà da quando finiranno gli interventi di adeguamento del porto. Al momento è rimasta una sola falla: si trova sul lato immerso dello scafo e dovrebbe essere larga 60 metri.

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«Il relitto è a tutti gli effetti un rifiuto speciale - spiega Angelo Roma, consulente marittimo e già presidente di Toremar - e per questo Costa deve presentare un piano di gestione che garantisca la direzione del trasferimento e della demolizione, ai sensi delle normative statali ed europee sui rifiuti. Quanto al porto di destinazione - continua Roma - le norme parlano di porto più vicino, evidentemente ove idoneo. La società armatrice, infatti, al momento della rimozione dovrà valutare più scenari alternativi, riguardo alla fattibilità e in rapporto a possibili imprevisti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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