Il Tirreno

Livorno

Occupano la casa dell’ex suora e la fanno vivere nel corridoio

Occupano la casa dell’ex suora e la fanno vivere nel corridoio

Abbindolata da una coppia, lei ha trovato il coraggio di denunciarla alla polizia I due, accusati di approfittarsi dell’80enne, sono stati allontanati dal giudice

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LIVORNO. Avrebbero approfittato di un ex suora di ottanta anni, invalida, riuscendo con l’inganno a prendere la residenza in casa sua. Ma dopo quattro mesi di sofferenze, l’anziana ha trovato il coraggio di denunciare i fatti e di rivolgersi alla polizia che ha eseguito l’indagine. E così ieri mattina, per marito e moglie albanesi di 36 e 28 anni, Eduart Hasrama e Eltjona Hasrama, è scattato un provvedimento del tribunale. È stata la squadra mobile a eseguire la misura cautelare di allontanamento dalla casa familiare, disposta dal gip su richiesta della procura.

La vicenda è cominciata a marzo scorso, ma solo i primi giorni di luglio l’anziana ha trovato la forza di recarsi in questura. Secondo quanto è emerso dalle indagini, infatti, i due abitavano nello stesso palazzo, al piano di sotto rispetto alla casa della donna. E già da allora si erano avvicinati a lei, aiutandola nelle sue cose e festeggiando insieme il suo compleanno. Gesti che, secondo quanto poi denunciato dalla vittima e come appurato dalla polizia, in realtà celavano un secondo fine: quello di piazzarsi a casa dell’anziana. E infatti pochi giorni dopo, i due albanesi hanno raccontato all’ottantenne di essere in difficoltà economiche avendo perso il lavoro, e quindi di non riuscire più a pagare l’affitto.

L’ex suora a quel punto ha dato ai due la disponibilità a ospitarli, ma solo per il tempo necessario a trovare un’altra sistemazione e un lavoro. Tuttavia, secondo quanto emerso dalle indagini, i due giovani avrebbero approfittato della buonafede dell’ex suora, facendosi prima ospitare nell’appartamento e poi di fatto prendendo pieno possesso della casa, tanto da sistemarsi nella camera di lei, costringendola a dormire nel corridoio su una brandina. Gli accertamenti della polizia hanno fatto emergere anche il fatto che i due, approfittando della condizione di invalidità della donna e del fatto che i suoi parenti, due nipoti, vivano a Verona, la costringessero anche a chiedere il permesso per entrare in camera.

Ma il gesto più grave, in base a quanto appurato dalla mobile è stato un altro: i due avrebbero falsificato la firma dell’80enne su un documento presentato agli uffici dell’anagrafe comunale, all’insaputa della donna, riuscendo a ottenere la residenza. L’anziana inoltre con la sua pensione doveva provvedere a tutte le spese di casa e anche a fare la spesa per i due, subendo uno stato d’ansia e di intimidazione: negli ultimi tempi lei mangiava al bar per non dover fare la spesa. Non soddisfatti di tutto ciò, i due albanesi avrebbero chiesto e ottenuto un permesso invalidi per la loro autovettura per poter girare liberamente in centro e avere le agevolazioni sul parcheggio. Ora, con l’ordinanza del gip, i due coniugi hanno il divieto di avvicinarsi a tutti i luoghi frequentati dall’anziana, con l’obbligo di mantenere “un’apprezzabile” distanza da questi e dalla donna, nonché il divieto di comunicare, con qualsiasi mezzo, con lei. La gip del tribunale che ha seguito il caso è Beatrice Dani, su richiesta del pm Massimo Mannucci, titolare dell’indagine.

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di Redazione web