Il Tirreno

Livorno

Golf, dal consiglio arriva il sì con riserva

Passa il cambio di destinazione d’uso dell’area di Banditella ma è già polemica sulla futura gestione

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LIVORNO. Il primo passo amministrativo è stato fatto: ieri mattina il consiglio comunale ha dato l’ok (25 favorevoli, 5 astenuti, 6 contrari) al cambio di destinazione d’uso, da “area a servizi” a “impianto sportivo”, dei 30 ettari che in Banditella dovrebbero ospitare un campo da golf.

In sala i vertici dell’amministrazione comunale - il sindaco Alessandro Cosimi e l’assessore allo sport, Massimo Gulì - hanno ripetuto che il progetto rappresenta uno dei tre tasselli del disegno di salvataggio dei venti dipendenti della Labronica, che in futuro dovrebbero essere divisi tra golf, corse gestite da Alfea al Caprilli (sempre che non scoppi la battaglia legale), maneggio alla Ceschina (intanto per riaprire il parco richiamando dalla cassa integrazione alcuni dipendenti della Labronica il Comune spenderà quasi 100mila euro).

In Banditella, tra il parcheggio dei Tre Ponti e gli impianti sportivi del Picchi, sono previste nove buche, una club house con bar e ristorante, due costruzioni per il deposito delle sacche e dei macchinari. Una sorta di campo di pratica per avvicinare giovani e meno giovani a questo sport.

Costo complessivo: 1,7 milioni di euro. L’obiettivo del Comune è di intercettare le risorse (circa 700mila euro) di un bando ministeriale che finanzierà interventi per la diffusione di pratiche sportive. A investire il milione che manca dovrebbe essere, invece, il soggetto privato che gestirà l’impianto. Ed è proprio su questo punto che si sono accese le polemiche. Infatti, anche se oggetto della votazione del consiglio era solo il cambio di destinazione d’uso dell’area, inevitabile è stato il confronto - serrato - sulla tenuta complessiva del progetto.

In particolare, a richiamare l’attenzione dei consiglieri di opposizione (e non solo) è stata la bozza di convenzione in cui il Comune ipotizza l’affidamento per trattativa privata diretta alla Federazione italiana golf, alla quale sarebbe poi consentito di subconcedere a terzi. «Si sa già – chiedono a turno i consiglieri – chi sono questi privati che si troverebbero in mano l’area senza bando? E quanto pagherebbero di affitto?». «Il canone sarà valutato col supporto dell’agenzia del territorio», taglia corto Gulì.

Ma cosa accadrebbe se il Comune non dovesse ottenere il finanziamento ministeriale? Nella nota inviata a Palazzo Civico dal presidente del comitato regionale della Fig, Andrea Scapuzzi, si legge che in quel caso il progetto potrebbe dover essere in parte modificato e che «si provvederà ad integrare con capitale proprio di cofinanziamento dei soci della società sportiva dilettantistica». Che dovrebbe accollarsi cinque dipendenti della Labronica.

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