Gioco
Semafori contestati prima di accendersi
Eppure l’assessore al traffico ha sempre difeso la nuova viabilità: renderà più sicuro il tratto di strada
LIVORNO. Letizia Gori, morta in strada a 46 anni, quando ieri mattina ha attraversato l’incrocio maledetto a bordo della sua Polo Volkwagen, deve aver provato la stessa sensazione che migliaia di automobilisti livornesi, ogni giorno, si trovano ad affrontare dall’entrata in funzione della nuova viabilità sul viale Nazario Sauro, perfezionata dal Comune alla fine di maggio.
Poco importa che tu provenga da via Cattaneo o da via Caduti del Lavoro, quando scatta il verde ed è il tuo turno devi impegnare l’incrocio, qualsiasi direzione tu voglia prendere, ma arrivato nel cuore della strada sei costretto ad anticipare la mossa dell’automobilista che arriva dalla parte opposta. «Girerà a destra, verrà a dritto, oppure andrà a sinistra?».
Nello stesso momento magari passa uno scooter in slalom e l’allarme incidente suona. E se tutto va bene finisce con un vaffa collettivo.
Purtroppo altre volte le conseguenze possono essere peggiori. Non è un caso, molto probabilmente, che le polemiche sulla nuova viabilità intorno al viale Nazario Sauro si siano accese molto prima dell’entrata in funzione dei quattro nuovi semafori e la realizzazione delle rotatorie che si intersecano con via Da Verrazano e via dei Pensieri.
Da una parte il Comune, convinto della propria scelta, costata poco più di 200mila euro, finanziati con fondi regionali, dall’altra residenti, automobilisti e il presidente dell’Automobile club che ha fatto le pulci al progetto cerchiando di rosso i possibili punti critici già nel settembre dello scorso anno. Eppure - secondo l'ufficio traffico - a distanza di un paio di mesi dalla messa in funzione, il giudizio sulla nuova viabilità è positivo.
«Le modifiche lungo il viale Nazario Sauro hanno già fatto registrare una diminuzione dei volumi di traffico di oltre 6500 veicoli al giorno», ha ribadito il mese scorso l’architetto Claudio Visciano, responsabile del progetto. Il dubbio che in molti si pongono è che gli stessi automobilisti, per evitare di trovarsi imbottigliati, abbiamo deciso di percorrere strade alternative.
Ma da Palazzo civico, numeri alla mano, difendono la bontà della scelta. «La vecchia viabilità comportava una serie di intersezioni con direzioni obbligate. Da via Caduti del Lavoro, per andare verso nord o in via Cattaneo, era necessario svoltare a destra in viale Sauro, direzione sud, per poi tornare indietro. Il nostro obiettivo, oltre a rendere più sicuro uno degli incroci più pericolosi in città, era diminuire i flussi di traffico».
Tutto vero, ma con il vecchio sistema veniva evitato che i flussi dei mezzi provenienti da via Caduti del Lavoro e via Catteneo si incontrassero, come invece accade oggi, uno di fronte all’altro, in mezzo al viale.
Eppure lo stesso assessore al traffico Maurizio Bettini, nel presentare il progetto nel gennaio di quest’anno aveva spiegato come «si tratta di un intervento funzionale anche alla realizzazione del Nuovo Centro che porterà più traffico nella zona. Le rotatorie serviranno a garantire meno code. Col semaforo sarà possibile andare da via Cattaneo a via Caduti del Lavoro (e viceversa) percorrendo meno metri, più in sicurezza».
Riqualificare la viabilità in viale Nazario Sauro può anche essere una cosa giusta, ma il progetto messo a punto dall'amministrazione comunale non può funzionare. Era questo, in sintesi, il giudizio espresso da Riccardo Heusch, presidente della commissione Traffico dell'Automobile Club Livorno, dopo un incontro con i rappresentanti del Comitato di salvaguardia del viale Nazario Sauro. In particolare - era la previsione - la realizzazioni del semaforo all'incrocio con via Caduti del Lavoro e della vicina rotatoria all'incrocio dello stesso viale con via dei Pensieri finiranno per cambiare radicalmente il flusso del traffico.
«Per chi proviene da via Corazzi e da via Da Verrazzano i problemi risiedono a monte e - secondo l'Aci livornese - non sono certo risolvibili attraverso la rotatoria incriminata».
«Il punto d'incrocio con il viale Sauro - era il pensiero di Heusch - è stretto e l'ingresso può essere solo migliorato passando per la cancellazione dei tre posti auto presenti ad oggi lungo il lato sinistro, appena dopo il passaggio pedonale. Idem per il posto sul lato destro, all'altezza del chiosco di frutta e verdura».
In realtà, aggiunge Heusch, «la funzione di rotatoria che agevola la circolazione viene già svolta in pratica dalla grande aiuola stessa. E poi, dal semaforo all'incrocio con via Caduti del Lavoro e dall'altra rotatoria più piccola ipotizzata all'altezza di via dei Pensieri, le distanze sarebbero troppo ridotte: rispettivamente, appena 200 e 147 metri. Tre punti di fermata e rallentamento praticamente sovrapposti l'uno con l'altro, un accavallamento cervellotico e controproducente».
Dopo l’incidente mortale di ieri mattina, molto probabilmente il dibattito sulla nuova viabilità lungo il viale Nazario Sauro è destinato ad accendersi di nuovo, mentre in mezzo all’incrocio, anche adesso, c’è chi dovrà prevedere le mosse degli altri automobilisti per evitare un incidente.
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