Sicurezza
Quel fatale bisogno d'amore che ci costa la vita
Troppo spesso la gelosia morbosa e la prepotenza vengono scambiate per attenzione gratificante
Sfilano con le loro facce qualunque, postate su Facebook in tempi di pace apparente o scattate dai fotografi “dopo” per dovere di cronaca. Marco che ieri ha ammazzato Cristina perché lo aveva lasciato, Antonio che ha massacrato di botte la giovane fidanzata Rosaria perché era geloso, Michele che ha sparato alla moglie cinquantenne Marta con la quale già non viveva più, un altro Marco che la compagna Tiziana l’ha accoltellata a morte dopo un litigio davanti al figlio di due anni, Davide il fidanzatino assassino che a soli 17 anni ha spento il sorriso di Fabiana per sempre. Facce di uomini che amano (e fino a quando la tragedia non fa a brandelli ogni certezza tutti credono che sia davvero amore), poi odiano e quindi distruggono le “loro” donne, le perseguitano, le picchiano, alla fine le uccidono.
Inquieta guardare quelle facce, sguardi a volte tenebrosi e a volte teneri, spacconi o mansueti, ma comunque “normali”, come il salotto di casa e la festa di compleanno. E normali saranno apparsi probabilmente anche alle loro compagne. Perché per le donne, per molte donne, non è così facile cogliere quei “segnali” che pure arrivano assai prima delle bòtte, delle minacce, della morte. E troppo spesso la gelosia morbosa viene scambiata per gratificante attenzione, la prepotenza quasi apprezzata come manifestazione di virilità, persino i primi schiaffi giustificati come comprensibile reazione a qualche magari immaginaria provocazione. Perché accanto a questi uomini che odiano le donne ci sono sovente donne che amano troppo i loro uomini e che per anni si rifiutano di capire, a volte complici involontarie della escalation di violenza, incapaci di spezzare la catena di sentimento malato, portate a sottovalutare, minimizzare, perdonare, dare per scontata la dominanza maschile. Magari con l’alibi della famiglia “che va tenuta in piedi”, della dipendenza economica, con la convinzione “che lui cambierà”.
Hanno un disperato bisogno d’amore e di coppia le donne e rischiano di non saperlo riconoscere l’amore, quello sano. Romantiche fino all’autoinganno, accomodanti fino al masochismo. Poi, quando le cose precipitano davvero e la vita diventa insopportabile, quelle che ce la fanno provano a reagire. Cercano di rompere la relazione, di fuggire, in casi purtroppo ancora rari di denunciare. Ma quando arriva l’ora della consapevolezza, della rinascita, magari dell’incontro con l’amore vero, a volte è troppo tardi. Tutti quegli anni di sottomissione pesano come un macigno e la ribellione funziona come un detonatore, inaccettabile per chi fino a quel momento si è sentito padrone. Spacciatore di un amore narcisista che le donne dovrebbero imparare a riconoscere subito così da sfuggirgli in tempo. Perché non è questo l’amore che vogliamo.
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