Il Tirreno

Livorno

La disperazione del marito «Un incrocio maledetto»

di Ludovica Monarca

La rabbia di Roberto Petruccione davanti al pronto soccorso: «Quella strada è pericolosissima, una follia averla progettata così»

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LIVORNO «Non ce la faccio a parlare adesso, lasciatemi stare. Di Letizia non c'è niente da sapere se non che era la migliore madre e la migliore moglie del mondo». Roberto Petruccione, marito di Letizia Gori, vittima del tragico incidente stradale in viale Sauro, davanti al pronto soccorso, non riesce a parlare. Troppo il dolore, troppo lo choc di aver perduto in un attimo il suo grande amore. E poi c'è sua figlia più grande ferita lievemente, ma ricoverata in ospedale, una ragazzina di soli 15 anni che ha visto morire sua madre. La suocera in rianimazione in seguito al gravissimo trauma cranico riportato dall'incidente e il figlio più piccolo di dieci anni che ancora non sa che la sua mamma non c'è più. «Davvero non riesco a dire niente, non capisco a cosa possa servire... Letizia viveva per la famiglia, era una donna estremamente dolce e riservata» .

I familiari, gli amici e i parenti accorsi davanti all'ospedale gli si stringono attorno, per aiutarlo, per proteggerlo, per un abbraccio che a volte dice più di tante parole. Per tenergli la mano in un momento così doloroso che comporta però anche la necessità di mantenere la lucidità di affrontare tutti i passaggi tristemente pratici che la morte comporta: il funerale, i necrologi, il cimitero. Frasi intervellate da lunghi silenzi. Poi però Roberto una cosa la vuole dire: «Ecco cosa dovete scrivere - afferma - che quell'incrocio è pericolosissimo. Da quando è stata cambiata la viabilità, attraversare viale Sauro è diventato un terno al lotto. Chiunque passi da lì deve prestare estrema attenzione. Scrivetelo, scrivetelo che è pericoloso e che chi ha progettato quei semafori dovrebbe ripensarci o quantomeno trovare una soluzione perché non si può morire così....». Non piange Roberto, «ha finito le lacrime sussurra qualcuno». E alle domande non risponde. «Davvero lo ripeto non riesco a dire niente. Letizia era una persona riservata che ha vissuto dedicandosi alla famiglia, era la persona più dolce che abbia mai incontrato, felice di fare la casalinga. Non riesco a dire di più, proprio non ci riesco», mormora allontanandosi per andare a trovare la figlia ricoverata.

«Si amavano davvero Letizia e Roberto - interviene una cugina - Una di quelle famiglie che adesso, con i tempi che corrono, è difficile da trovare. E lui ha ragione, Letizia era una mamma meravigliosa ha cresciuto i suoi figli nella dolcezza, nell'educazione e nel rispetto. Non riesco a credere che sia morta così, è una cosa che non riesco a realizzare. Quella strada è una follia, c'è chi mi ha detto che addirittura non ci passa più e che preferisce allungare la strada piuttosto che rischiare di attraversare quell'incrocio. Doveva essere una giornata di mare bellissima....non riesco proprio a pensarci. Roberto ha ragione un'altra volta, meglio il silenzio».

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