Il Tirreno

Livorno

Se il vigile ti chiede anche che lavoro fai. «Si può permettere quest’auto?» Caccia ai “poveri” con le supercar

di Giovanna Mezzana
Se il vigile ti chiede anche che lavoro fai. «Si può permettere quest’auto?» Caccia ai “poveri” con le supercar

A Massa le auto “importanti” vengono fermate per controllare i redditi: nel mirino Porsche, Range Rover, Audi, Jeep: spesso sono vetture aziendali

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MASSA. «Le restituisco patente e libretto e … mi vuole dire la sua professione, per favore?». Siamo a Massa, a meno di un chilometro dalle spiagge. E siamo in compagnia di tre vigili urbani che stanno per congedare un automobilista stoppato con l’alt pochi minuti prima. Che c’entra come uno si guadagna da vivere con il bollo auto e l’assicurazione? C’entra. La polizia municipale del comune apuano in questa torrida estate fa controlli anche per mettere il sale sulla coda ai furbetti del fisco. Si tratta di un progetto di lotta all’evasione fiscale finanziato dalla Regione con 28mila euro. Nel mirino ci sono le quattro ruote di lusso – Ferrari, Lamborghini, Aston Martin, Lotus – o comunque le vetture di un certo calibro, che vengono intercettate a vista e fermate, in quanto indicatori di un’alta capacità reddituale (una volta si parlava di status symbol). Ci sarà chi plaude ma anche chi invoca la privacy, fatto sta che se si trascorre un pomeriggio con gli agenti di pattuglia si scoprono cose interessanti: ad esempio, che il 60-70 per cento delle vetture di grossa cilindrata che viaggiano di sabato pomeriggio in direzione mare sono auto aziendali; e che la sfortuna di essere disoccupati non preclude la possibilità di guidare – e possedere – un’Audi coupé Tt.

I controlli. Massa, via Mattei, ore 15 e 35 di ieri. In compagnia dei tre agenti ci troviamo su uno dei viali che sbocca sul Lungomare. Siamo a un tiro di schioppo dal casello autostradale; la maggior parte degli automobilisti fermati arriva infatti da fuori provincia: Milano, Treviso, Peschiera del Garda, Reggio Emilia, Firenze, Prato; c’è qualche 40enne solo, coppie di amici, famiglie con bambini; guidano Audi, Range Rover, Porsche Cayenne e Jeep. Il controllo parte come fosse routine. «Le auto fermate – spiega Santo Tavella, comandante della polizia municipale di Massa – sono sottoposte principalmente a un controllo di polizia stradale. Non facciamo – precisa – controlli mirati al fisco: piuttosto, già che ci siamo, diamo un colpo al cerchio e uno alla botte in attesa che Comune e Regione ci diano altri fondi per proseguire nella lotta agli evasori».

L'ATL FISCALE Tre della auto di grossa cilindrata fermate dai vigili di Massa (foto Cuffaro)
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Al mare con l’auto aziendale. Sono le 15 e 40 e la prima auto che si ferma all’alt è un’Audi A4 turbo diesel. Alla guida c’è un 45enne di Reggio Emilia; è un dirigente d’azienda e quella è una vettura intestata a una ditta; scende, apre il portabagagli e mostra la documentazione che lo autorizza ad usarla. Riparte. Dopo di lui altri dirigenti o amministratori d’impresa frugheranno nel cruscotto per tirar fuori le stesse scartoffie. In media solo un terzo dei fermati è proprietario dell’auto che guida; dalle 15 e 45 alle 17, su 12 vetture stoppate solo 4 risultano di proprietà del guidatore: una Porsche Cayenne di un imprenditore veneto; un’Audi coupé guidata da una 34enne disoccupata, residente a Massa ma originaria dell’Est, di bella presenza e in compagnia di un’amica; un’Audi A6 di un macellaio trevisano, una Jeep di un artigiano massese. Le reazioni. Arriva la domanda fatidica: «Mi direbbe la sua professione?». Sarà perché una divisa è sempre una divisa, ma la stragrande maggioranza degli automobilisti è collaborativo. C’è chi ha un attimo di imbarazzo, ma in genere non ci sono tentennamenti. Con qualche eccezione: un pratese alla guida di un Range Rover intestato a una ditta, con moglie e figli al seguito, non ci sta a quella che recepisce come un’intrusione del Grande Fratello fiscale; non risponde e aggiunge: «del resto, se uno è in regola, di cosa deve preoccuparsi?». Gli agenti non battono ciglio e lo congedano: sono consapevoli che quella può suonare come una forzatura, una richiesta fuori luogo, tant’è che la rivolgono con una certa nonchalance, come se la risposta fosse un “di più”.

Le segnalazioni. La task force è scesa in strada a inizio luglio e i controlli andranno avanti sino a metà settembre. Verranno fermate diverse centinaia di automobilisti. Gli agenti si limiteranno a quanto abbiamo assistito: fino al 15 settembre. Da questa data, stop ai controlli su strada: i vigili urbani metteranno le mani sui dati raccolti, cominciando la fase clou del progetto anti-evasione. Si connetteranno a Siatel, sistema integrato di anagrafe tributaria, e per ogni automobilista verificheranno se le informazioni reddituali contenute nella banca dati sono congrue con il possesso della sua vettura. «Se uno ha quattro soldi e viaggia su una Porsche da 150mila euro –semplifica Tavella – significa che non si comporta bene né con l’amministrazione comunale (leggi tributi municipali elusi) né con quella regionale, né con l’erario». In tal caso scatterà la cosiddetta segnalazione qualificata all’agenzia delle Entrate e l’automobilista, a questo punto, passerà nelle grinfie degli 007 del fisco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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