Sicurezza
Guerra dei totalizzatori con Alfea
LIVORNO. Cronache di altri tempi: lo speaker che chiama i cavalli al tondino, il caffè (o il ghiacciolo) preso al bar che si affaccia sulla pineta, gruppi di ragazzi che scavalcano il muro della...
LIVORNO. Cronache di altri tempi: lo speaker che chiama i cavalli al tondino, il caffè (o il ghiacciolo) preso al bar che si affaccia sulla pineta, gruppi di ragazzi che scavalcano il muro della Ceschina e aspettano che le luci della pista si spengano per raggiungere di corsa il pratone centrale, che una volta assomigliava più a un ritaglio di via Ricasoli che al cuore di un ippodromo. Di sicuro l’atmosfera non sarà la stessa, ma intanto martedì il Caprilli tornerà a correre. Due giorni fa il ministero ha dato il via libera all’impianto messo in pericolo da mesi di semi abbandono e ha rinnovato la concessione (con i relativi finanziamenti) alla Labronica Corse Cavalli.
Ma ecco la sorpresa: almeno per la prima settimana l’ingresso all’ippodromo sarà libero. Niente biglietteria: le porte resteranno aperte alla città per le corse in notturna del 30 luglio (organizzate in via eccezionale di martedì, visto che oggi si corre a Firenze), del 1 agosto e di domenica 4 agosto, quando è in programma la tradizionale Coppa del Mare. Poi il Criterium dell’11 agosto e le altre sfide.
Esclusa la parentesi del vernissage di dopodomani, i cavalli torneranno quindi in pista ogni giovedì e domenica sera, fino al 17 settembre: in tutto una quindicina di giornate, quasi la metà di quelle previste prima che sull’impianto si scatenasse il braccio di ferro. Tra i dipendenti della Labronica, il Comune e la società pisana Alfea. Braccio di ferro che per la prima volta ha fatto saltare le corse di giugno e di quasi tutto luglio.
I nodi sul futuro dei venti dipendenti della Labronica non sono affatto sciolti e anche il botta e risposta tra il Comune e la pisana Alfea (che avrebbe dovuto gestire il Caprilli già dallo scorso gennaio e per i prossimi trent’anni) appare solo congelato.
In ogni caso dopodomani Livorno tornerà ad ospitare le corse. E dopo mille dubbi, scontri, anche dichiarazioni pubbliche di “impossibilità”, lo farà affidandosi alla Labronica in liquidazione.
Una cosa, però, deve essere chiara. Quella delle prossime settimane sarà una gestione emergenziale: la società livornese (che ha già un debito che supera i due milioni di euro) dovrà ridurre le spese all’osso, per non rischiare di andare in perdita.
È anche per questo - e per restituire alla città il suo ippodromo dopo mesi di fibrillazioni - che almeno la prima settimana si correrà a porte aperte: niente biglietteria, infatti, significa meno spese per Siae e personale extra.
Negli anni passati, stando a quanto riferito dagli addetti ai lavori, la Labronica era arrivata ad assumere anche fino a sessanta lavoratori stagionali, oltre ai suoi dipendenti. Quest’anno gli extra saranno cinque e starà ai diretti della società, tornati regolarmente al lavoro dopo l’occupazione di giugno, garantire i servizi.
I numeri, di sicuro, non saranno gli stessi delle passate stagioni: meno giornate di gara, meno totalizzatori. Ma intanto all’Ardenza è stata scongiurata una chiusura choc.
Domani è previsto l’incontro tra i lavoratori e la proprietà, con uno sguardo anche ai prossimi mesi. Martedì le luci sulla pista.
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