Gioco
Un corteo di attori, musici e poeti
Duecento persone ieri sono scese in piazza in difesa dei luoghi culturali simbolo della città
LIVORNO. Un corteo colorato e festoso ha attraversato ieri i luoghi simbolo della città tra spettacoli, balli, letture e flashmob con un solo slogan “Io non chiudo”.
Si è conclusa così la manifestazione di tre giorni organizzata dal gruppo Arte Esistenza in difesa dei luoghi culturali della città. Un gruppo nato dal basso, senza alcuna connotazione politica, che raccoglie le varie realtà culturali ed artistiche della città. «Spesso crediamo o che ci fanno credere che l’arte in tutte le sue categorie, nessuna esclusa, sia una cosa superflua, inutile e dispendiosa. È lì che si genera un tarlo – ha detto Ephraim Pepe, uno dei coordinatori della protesta all’inizio della manifestazione in piazza San Jacopo – Tarlo che giustifica o ignora la chiusura di luoghi storici della nostra città come i vari cinema che sono andati nel dimenticatoio, luoghi come le Fortezze, la Rotonda, Terme del Corallo, Chiesa degli Olandesi, villa Maria e relativo Museo di arte contemporanea, Casa della Cultura, Cisternino, ex Cecupo oltre a quelli evaporati come Odeon, Gran Guardia e probabilmente ne sto dimenticando altri...Stanno passando troppi anni nel silenzio, adesso è arrivato il momento di reagire».
In più di duecento persone, tra associazioni culturali, scuole di danza, compagnie teatrali e singoli cittadini hanno raccolto l’appello di Arte Esistenza partito da una pagina Facebook (“Non chiudiamo il Teatro Goldoni”). In molti speravano che le adesioni fossero di più vista la partecipazione alle riunioni di preparazione dellì evento e gli iscritti alla pagina Facebook (più di 5mila), ma il corteo colorato e festoso di non certo non è passato inosservato in nessuno dei luoghi che attraversato nel suo percorso da piazza San Jacopo al Comune. Momento clou della manifestazione l’arrivo davanti al luogo simbolo della protesta: il teatro Goldoni. Il flash mob sulle note di Think (Freedom) di Aretha Franklin scatena il corteo e “Bella Ciao” cantanta dal Coro Garibaldi d’assalto con Paldo Fornaciari fa il resto. Applausi anche per gli altri artisti che si esibiscono e non mancano i commenti: «Avrei voluto vedere tutta la città scendere in strada – dice Luisa, 17 anni, innamorata della danza – Io sono giovane, lo so, ma credo davvero che i livornesi stiano accettando passivamente un sottovalutazione delle proprie potenzialità culturali da troppo tempo. Ci meritiamo di più».
«Il problema – afferma Ephraim Pepe – è una mancanza di lavoro di rete tra istituzioni e professionisti del mestiere, nel quale includo tutto ciò che ruota nell’ambito turistico economico, inclusi i servizi della nostra città. È impossibile risolvere delle dinamiche così complesse se le istituzioni non forniscano una apertura alle risorse della nostra città. Ma una apertura vera, perché Livorno ne ha di risorse e molte».
Una cosa è certa e viene ribadita spesso da tutti: «Pochi o tanti noi non ci fermiamo. Lo facciamo per la nostra città, per tutti quanti. Questa manifestazione è solo l’inizio».
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