Gioco
Vernacolo e amarcord alla Villa Fabbricotti
Inizia questo fine settimana con “La grande sorella” il festival proposto dalla compagnia di Giuseppe Pancaccini
LIVORNO. Un'estate a ritmo di vernacolo. Fra risate, aneddoti, battute crudeli e finestre di ricordi antichi della civiltà dei tempi andati, quella in cui "si stava meglio quando si stava peggio". È - in sintesi - la proposta, o meglio il trittico di eventi, portati in scena dalla Compagnia delle Maschere diretta da Giuseppe Pancaccini. Tre fine settimana per tre diversi spettacoli, tutti basati sul sarcasmo e la voglia di prendere e prenderci un po' in giro. Si comincia domani e domenica sera (ore 21), con la rappresentazione de "La grande sorella", storia comica fra monasteri, vip e incomprensioni; il 3 e 4 agosto sul palco va in onda "La 'avalleria rusticana", mentre il gran finale è previsto il 10 e l'11 agosto grazie all'acclamata "Urtima cena". Tutti gli appuntamenti sono in programmazione al cinema all'aperto di Villa Fabbricotti. Il prezzo dei biglietti è di otto euro (posti a sedere), fino all'eventuale soldout. «Dopo il successo dell’estate scorsa - racconta, con soddisfazione, Giuseppe Pancaccini - abbiamo voluto ripeterci e ripresentare la meravigliosa esperienza del Festival del vernacolo. Nel 2012 fu organizzato tutto all'ultimo minuto, quasi improvvisando, e l'iniziativa riuscì grazie all’apporto di Bruno Bini e Umberto Bechere, responsabili della sala sotto le stelle in Villa. Il riscontro di pubblico ci premiò: la gente è fondamentale per noi, rappresenta l’unica forma di sostentamento della Compagnia delle Maschere e più in generale di tutto il genere teatrale». Dopo un inverno in giro per i teatri toscani, ecco quindi che Pancaccini e i suoi amici tornano a casa, ma non certo per riposarsi. Perché il tour de force, fatto di date e appuntamenti serrati in comagnia del vernacolo, viene considerato dal settantreenne regista come un allenamento in vista di un 2014 che si preannuncia ancora una volta ricco di impegni (già quaranta spettacoli confermati nei teatri di tutta la regione).
L'attualità trattata con ironia e una punta di bonaria volgarità, ma sempre a stretto contatto con ogni aspetto della realtà sociale. Nei tre spettacoli c'è anche questo, oltre alla memoria storica, e il divertimento è assicurato. Nei cast, di una compagnia che annovera attori dai 24 agli 85 anni, appartenenti alle categorie più disparate (insegnanti, imprenditori, commessi), figurano, in ordine sparso, Aldo Bagnoli, Piero Paoli, Aldo Corsi, Viviana Larice, Cristina Marziali, Tiziana Foresti, Doranna Natali, Marco Gini, Roberto Motroni, Aldo Puglia, Fulvio Gori, Salvatore Capuozzo, Luca Salemmi, Grazia Cecere, Antonio Cristiano e Nina Cristiano, Manuele Giannini, Matteo Lucchesi, Gianluca Pasquale, Matteo Bellini, Giovanni Chirchia, Bruno Anguillessi, Cristina Bedini, Stefania Casu, Piero Bazzali, oltre al direttore artistico e maestro Massimo Rey, responsabile della regia. Jimmy Morrone
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