Gioco
«Siamo qui per difendere la cultura di tutta la città»
Una serie di show in piazza Attias per il secondo giorno di eventi di protesta «Smettiamola di accettare in silenzio tutto questo spreco di potenzialità»
LIVORNO. “Il teatro ti abbraccia”. Ecco il testo del cartello di un’attrice in piazza Attias per il secondo appuntamento della manifestazione Arte Esistenza. Un invito a farsi abbracciare fisicamente, ma anche ad abbracciare simbolicamente il teatro, la cultura, difenderla e farla propria.
«Perché è questo il senso della nostra protesta pacifica – afferma Michele Cheli, educatore di 32 anni, uno dei coordinatori della manifestazione – Far sentire all’amministrazione, ma anche alla città intera che Livorno non può sprofondare nel vuoto assoluto in silenzio. Questa manifestazione riguarda tutti, la cultura riguarda tutti». Per questo quasi un centinaio di persone si sono ritrovate mercoledì pomeriggio alla Terrazza Mascagni e ieri (anche se un po’ meno numerosi) in piazza Attias. Associazioni, compagnie teatrali, attori, scrittori, ballerini, ma anche singoli cittadini hanno risposto all’appello di Michele Cheli e Ephraim Pepe lanciato su Facebook neanche un mese fa e che ha già raggiunto più di 5mila iscritti. «Da lì è cominciato un percorso importante – spiega Michele – che ha visto il nascere di proposte, critiche, interventi e idee tra persone eterogenee ed appassionate. Il gruppo Arte Esistenza cerca di riunire le varie realtà culturali ed artistiche della nostra città. Perché? Per una semplice quanto essenziale necessità: fare sì che la nostra città viva e generi cultura ed arte, ma soprattutto che abbia gli strumenti e spazi che merita».
Michele e Ephraim (37 anni, attivo da decenni nel teatro come attore, regista, scenografo e tecnico di scena) si sono conosciuti a una presentazione di un libro. «Erano da poco uscite le ultime notizie riguardanti la preoccupante situazioni del Goldoni – racconta Ephraim – Ci siamo confrontati sulla situazione culturale della nostra città e abbiamo deciso di darci da fare». Sorta dal basso con il vasto impiego dei social network, l’iniziativa odierna, che non ha alcuna connotazione politica, vuole sollecitare le istituzioni e la cittadinanza verso una maggiore attenzione al tessuto culturale livornese.
Mentre Michele e Ephraim parlano, alle loro spalle, si esibiscono in mezzo alla piazza tra gli applausi dei passanti le ballerine della scuola di danza orientale. Ma lo spettacolo è molto più lungo tra gli show dedicati ai bambini dela “Compagnia Ribolle” e il “Teatro del Pollice” insieme alla "Stella di Ahbene!". E poi ancora “Dietro il Sipario” con un dialogo comico, La Carovana con le maschere vernacolari, il Teatro della Cipolla e gli interventi di numerosi scrittori livornesi che hanno aderito all’iniziativa.
Attorno spettatori consapevoli, ma anche curiosi passanti. Si va dai 5 ai 70 anni e tutti affermano che domani alla manifestazione cercheranno di esserci. «Le persone devono svegliarsi, la situazione in città è stagnante», afferma Masha Kulenovic, 35 anni, architetta e grafica . Bosniaca, Masha si è trasferita anni fa a Livorno per amore. «Poi l’amore con il mio ragazzo di allora è finito – racconta – ma è rimasto quello per la città e i livornesi. Questa manifestazione è importante perché bisogna rendersi conto che Livorno merità di più».
La pensa così anche Francesco Biondi, 29 anni, apprendista in un’officina che è arrivato trafelato in piazza Attias per assistere allo spettacolo di danza della sua ragazza: «Livorno negli anni ha visto piano piano chiudere o sparire troppi luoghi culturali. Nessuno fino ad ora ha fatto niente, peccato perché le potenzialità sono immense». Intanto Eliana Albascio, 31 anni, filma tutto: «Farà un documentario su questi giorni – spiega la videomaker – Questo è modo per resistere pacifico a un vuoto che si allarga. Troppi spazi sono stati chiusi, troppi vengono negati alle numerose realtà cittadine. La cultura è ricchezza, di vita, ma anche economica».
Gabrille Mercanti 56 anni, impiegata, invoca un nuovo rinascimento culturale mentre il noto attore Dich Mattacchione chiede un ridimensionamento: «C’è la crisi, va bene, ma non si può tagliare solo sulla cultura...». «La città si sta chiudendo, gli artisti meritano spazio», conclude Nada Albasha, 27 anni,direttrice di una scuola di danza.
Oggi, nel tardo pomeriggio, partirà il corteo, atto finale di questa manifestazione. «Ma non ci fermeremo – dichiara Michele – Questo è solo l’inizio di una richiesta di cambiamento che non si placherà fino a quando la cultura a Livorno non avrà gli spazi e le risorde che merita davvero».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
