Italia
L’ex leader dei bindiani tesse la tela di Civati
Ceccantini ora coordina i sostenitori livornesi dell’anti-Renzi al congresso del Pd «È uno coerente, come me. E forse anche la Bindi lo sosterrà». Ma è scontro su Fb
LIVORNO. C’è il colore e c’è il fatto. Il colore è quello che ha acceso negli ultimi giorni il web, con qualche democratico livornese che si è lasciato scappare frecciate d’ironia su Facebook e su Twitter. Come l’organizzatore della festa del Pd alla Rotonda, Alessio Quintavalle, che martedì ha scritto sulla sua bacheca virtuale: «La Bindi non voterà Renzi. Ve lo dico io perché lei non ha più il portavoce. Calcio mercato estivo...». Così ecco che si scivola nel fatto: l’ex portavoce dei bindiani livornesi e leader dei Democratici Davvero, Antonio Ceccantini (50 anni, consigliere provinciale), è il nuovo coordinatore federale dei civatiani.
I sostenitori livornesi di Pippo Civati - uno dei principali competitor di Matteo Renzi nella corsa alla segreteria del Pd - si sono riuniti per la prima volta qualche settimana fa nella sede del circolo Pd Centro. Domani sera ospiteranno il “loro” parlamentare nella pineta di Ardenza. Sempre che a Roma si sciolgano i nodi sul decreto “del fare”, visto che già ieri, proprio per l’impegno romano, è saltato il faccia a faccia con Fioroni.
Su Facebook è nato un gruppo: “Livorno per Civati”. Tra i “mi piace” spunta anche la faccia del segretario dell’unione comunale del Pd, Yari De Filicaia. I civatiani si presenteranno ufficialmente dopo l’incontro col parlamentare. Anche perché al di là della figura del portavoce, in vista del congresso dovrebbe nascere un comitato per ogni Comune.
«Ognuno – risponde a distanza Ceccantini a quanti ironizzano sul web sul suo passaggio – è libero di dare i giudizi che crede. Ognuno si qualifica per quello che fa e che dice ne tempo». Poi: «Vedo che in tanti, ultimamente, si muovono fuori e dentro il partito... mi fa ridere chi parla coerenza...».
«Il mio sostegno a Civati – dice subito dopo – è coerente con ciò di cui mi occupo da anni: dall’ambiente al sociale. Civati ha ripreso in mano i temi dell’Ulivo e io che ho iniziato a fare politica proprio con l’Ulivo mi sono trovato in piena sintonia». «È una persona molto coerente – aggiunge – uno che se dice no, vota no. Lo ha dimostrato per la presidenza della Repubblica, sul governo Letta, per gli F35, cui si è opposto rischiando l’espulsione. Anch’io, nel mio microcosmo politico, ho sempre cercato di seguire questa linea».
E i Democratici Davvero? È frattura? «Il problema non si pone – risponde lui – perché dalle ultime primarie le aree non esistono più. Democratici Davvero non è un’associazione: c’è un leader nazionale, ma ognuno ragiona con la propria testa. Non è una fondazione, non ci sono tessere. Le correnti nel Pd sono altre, quelle che comandando davvero...».
E subito dopo: «Alla Bindi rimprovero di non avere mollato quando era presidente del partito e vedeva che non riusciva a portare avanti il programma. Non escludo che sarà tra i sostenitori di Civati insieme a Barca. I temi cari, lo ripeto, sono gli stessi». (j.g.)
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