Sicurezza
Picchi a Bacci: anch’io so battere i pugni
«C’è bisogno di maggior rispetto istituzionale: noi l’abbiamo sempre fatto, vale per un Comune e per un Comunetto»
LIVORNO. «Credo che la prima qualità di chi ricopre un ruolo di responsabilità politica debba essere il rispetto istituzionale: non è questo il modo di fare campagna elettorale, ma se qualcuno vuole adottare uno stile da "resa dei conti", sappia allora che riesce bene anche a me...». Secca, dura, in un’aria tesissima. La replica del vicesindaco Bruno Picchi alle dichiarazioni rilasciate al Tirreno dal vicino sindaco di Collesalvetti, Lorenzo Bacci, non si è fatta attendere.
La replica - che ieri ha aperto i lavori della quarta commissione consiliare - è fatta di parole forti, espresse con severo rigore dal vicesindaco, che a più riprese batte i pugni sul tavolo e non nasconde il fastidio per quanto letto poco prima sul quotidiano, in particolar modo in riferimento al giudizio di Bacci sull'operato della giunta Cosimi («un po' stile Letta: si rimanda e si rinvia»).
La polemica fa capolino a Palazzo civico già durante gli interventi dei consiglieri comunali, nel corso del dibattito sul nuovo ospedale a Montenero. Alcuni esponenti politici, specie di opposizione, non possono fare a meno di accennare all'intervista del Tirreno e alla conseguente «tensione nel Partito Democratico» a livello locale. In particolare Salvatore Capuozzo (Udc) chiude il suo intervento con una provocazione: «Forse è il caso di chiedere un parere sulla vicenda dell'ospedale al sindaco Bacci, dato che si è detto in grado di risolvere tutti i problemi della città...».
I toni si fanno decisamente meno scherzosi quando a prendere la parola è il vicesindaco. «Visto che qualcuno ha fatto riferimento alle "giornalate" di questa mattina - afferma Picchi - ritengo doveroso intervenire sulla questione». «Credo che la prima cosa che dovrebbe imparare chi assume un ruolo di responsabilità – attacca – è il rispetto istituzionale. Sia nei confronti di chi rappresenta un solo cittadino, sia per chi ne rappresenta un milione o chi, come in questo caso, oltre 160 mila».
«Noi - continua il vicesindaco – abbiamo sempre dimostrato questo rispetto, sia per chi guida un Comune, sia per chi guida un “comunetto”... Tutti meritano la stessa considerazione e lo stesso ascolto».
Picchi parla da chiamato in causa, visto che a lui Bacci ha fatto riferimento quando ha parlato del percorso a ostacoli del Comune colligiano per entrare nel comitato portuale. «Nella bozza del Pot che doveva andare in discussione il 20 dicembre nel comitato portuale – ha raccontato Bacci – si leggeva che l’Authority si sarebbe impegnata a far entrare Colle nel comitato. Passarono sei ore da quando mi fecero avere la bozza di straforo, poi mi chiamarono da Palazzo Rosciano per dirmi che c’era stata una riunione tra il vicesindaco e il segretario dell’Authority e che quel passaggio era venuto meno. Abbiamo dovuto esercitare lunghe pressioni per farlo reinserire».
«Il rispetto – ripete ora Picchi visibilmente scocciato – è dovuto non tanto alle persone, ma ai ruoli istituzionali che esse ricoprono. Perché le persone passano, ma queste pareti e queste poltrone restano».
Per il vicesindaco il «mancato rispetto istituzionale è un modo un po' troppo forte per fare campagna elettorale».
«Ma se questi sono i termini in cui si vuole porre la questione – avverte – allora anche noi siamo pronti. Io per primo sono pronto. Se si vuole fare la resa dei conti, sappiate che mi riesce bene».
«Anche io – conclude Picchi – posso far sentire il tintinnio dello sciabolino...».
La parentesi aperta dal vicesindaco è l'unico momento, in una commissione consiliare durata circa tre ore, in cui si respira un clima di "unanimità". Molti consiglieri annuiscono durante le parole di Picchi. Tra questi c'è l'ex sindaco Gianfranco Lamberti. «Devo ammettere – commenta il consigliere di Confronto per Livorno, in riferimento alle dichiarazioni di Bacci – che in tutta la mia esperienza politica non mi era mai capitato di assistere a una cosa del genere. Se tra Livorno e Collesalvetti non c'è accordo istituzionale, si rischiano gravi ripercussioni sul piano infrastrutturale. Se i prossimi mesi di rapporti devono essere all'insegna della campagna elettorale...». Evidenti imbarazzi nel Pd: nessun consigliere ha toccato al microfono l’argomento.
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