Italia
Golf popolare in Banditella ecco il piano salva-Caprilli
A caccia di 700mila euro del ministero, il gestore privato metterà un milione Dieci ettari, 9 buche con club house più bar, ristorante e due depositi
LIVORNO. Nove buche, una "club house" con tanto di bar e ristorante, due costruzioni per il deposito delle sacche e dei macchinari. Sono gli ingredienti del progetto del campo da golf da realizzare a Banditella, tra il parcheggio dei Tre Ponti e gli impianti sportivi del Picchi. Come spiegato in passato dal sindaco Cosimi, non un circolo privato o un club per vip, ma il primo "campo da golf popolare" d'Italia.
L’esame in quarta commissione a Palazzo civico è stato l’occasione per capire il progetto più dettagliatamente di quanto sia stato possibile finora. Vi è approdato con il parere positivo al documento elaborato a grandi linee dagli uffici tecnici del Comune. Il vicesindaco Bruno Picchi precisa che c’è bisogno dell’ok del consiglio, per imprimere al terreno di proprietà comunale, attualmente classificato come "area a servizi", la specifica destinazione di "impianto sportivo".
«L'operazione del campo da golf – ricorda Picchi – è strettamente legata all'impegno, preso da sindaco e giunta, di ricollocare i dipendenti della Labronica Corse».
«Il progetto è stato redatto in tempi stretti – spiega l'architetto Riccardo Maurri – per poterlo candidare a un bando ministeriale che finanzierà interventi per la diffusione di pratiche sportive" (al bando è stata presentata anche l'ipotesi del rifacimento della pista di atletica). Maurri segnala che il progetto preliminare «è già stato approvato dalla giunta».
La spesa complessiva è di 1,7 milioni di euro: la speranza è che 700 mila euro possano arrivare dal bando ministeriale, mentre a investire il milione di euro dovrebbe essere il soggetto privato che otterrà la concessione per gestire l'impianto. Il terreno potrebbe contare su 9 buche e caratterizzarsi come una sorta di "campo di pratica" per avvicinare giovani e meno giovani a questo sport.
Il primo intervento? Recintare circa 10 ettari di quest’area, ora aperta. «Sarà però garantita la conservazione dell'aspetto paesaggistico della zona, – precisa Maurri – solo il 5% della superficie sarebbe interessata dal cambio dell'erba«.
Dalle carte si rileva la costruzione di tre edifici a un solo piano. Il primo è una "club house", una struttura di circa 670 metri quadrati con tutti i servizi di supporto: spogliatoi, bar, servizi igienici, persino un ristorante capace di accogliere 60 persone. Poco distante, un deposito sacche di 167 metri quadri e un deposito macchinari di 200 metri quadri.
Si tratta, come detto, di un progetto preliminare, e dunque suscettibile di modifiche. A proporre cambiamenti potrà essere il futuro gestore ma rispettando i vincoli paesaggistici e idrogeologici.
Va detto però che sil progetto si è scenatenato il fuoco incrociato delle opposizioni: con una raffica di richieste di chiarimenti su tempistiche, ricadute occupazionali, finanziamenti e aspetti collegati alla gestione dell'impianto. Precisazioni che arriveranno nei prossimi incontri, anche alla luce del responso del bando ministeriale.
«Il progetto – ricorda Lamberti (Confronto) – non nasce certo dalla passione per il golf quanto dalla volontà di ricollocare i dipendenti della Labronica. Quando potremo avere stime più precise sull'indotto occupazionale dell'impianto?».
Più critici gli altri interventi. «Il progetto è scritto sulla sabbia», attacca Amadio (Pdl): «Tra le motivazioni contenute nel documento leggo degli oltre 500 livornesi che vanno al campo da golf di Tirrenia, ma questi non sono certo interessati a un "campo scuola", in quanto già esperti. Per non parlare poi del riferimento alla clientela rappresentata dai turisti. Mi viene da ridere, e in tutto questo la giunta ha zero idee sul Caprilli».
Cannito (Città Diversa) parla di «improvvisazione tale da far cadere le braccia». E rincara: «La fretta non è certo compatibile con la possibilità di prendere le scelte migliori. Sul gestore c'è l'incertezza più assoluta». Anche per Giannini (Sel) il progetto contiene troppe «indeterminatezze»: «Non si evince il numero di posti di lavoro, non si sa se ci sarà un finanziamento. Per il gestore, a mio avviso, sarebbe necessario un bando di gara». «Tutti – conclude Tamburini (Pdl) – siamo favorevoli alla ricollocazione dei lavoratori della Labronica. Ma serve maggiore chiarezza. Come si fa a appoggiare un progetto di cui non si conoscono che poche linee? Non si può votare l'ennesima cambiale in bianco».
Giorgio Carlini
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