Il Tirreno

Livorno

Tre giorni di manifestazione in difesa dei luoghi culturali della città

Tre giorni di manifestazione in difesa dei luoghi culturali della città

Arte Esistenza: associazioni, artisti e privati cittadini scendono in strada contro la chiusura di cinema e teatri. Alla Terrazza Mascagni il primo appuntamento della protesta con flash mob, musica e danza. «Il Comune ci ascolti»

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«Ormai per fare spettacolo non c'è rimasta che la strada»: ecco l’amara conclusione a cui è arrivato Ephraim Pepe constatando come in questi ultimi anni Livorno abbia conosciuto una sequenza ininterrotta di chiusure di cinema, teatri e di luoghi di cultura o comunque di grande valenza culturale e tutto ciò nell’indifferenza generale. «Una situazione – afferma Pepe – in cui è però inutile stare a piangersi addosso, ma va invece dato un segnale alle istituzioni ed alla cittadinanza».

Così in pochi giorni, dai primi di luglio, Ephaim Pepe insieme a Michele Cheli ed altri soggetti privati hanno organizzato una tre giorni di spettacoli presentata al Nuovo Teatro delle Commedie, che è iniziata nel tardo pomeriggio alla Terrazza Mascagni (FOTO) e che giovedì toccherà piazza Attias per concludersi infine venerdì, con un corteo che si snoderà da piazza San Jacopo a piazza della Repubblica. Alla Terrazza Mascagni si sono così riuniti nel tardo pomeriggio artisti e semplici cittadini per sostenere l’importanza dei luoghi culturali cittadini. L'iniziativa, che non ha alcuna connotazione politica, vuole sollecitare le istituzioni e la cittadinanza verso una maggiore attenzione al tessuto culturale livornese. "Fra le proposte riportate su un manifesto che consegneremo a fine corteo agli esponenti dell'amministrazione comunale - spiegaEphraim Pepe - c'è quella di dare vita ad iniziative a tema come, ad esempio, una settimana della danza, una settimana della musica oppure una settimana del teatro, tutti eventi che potrebbero essere cadenzati nell'arco dell'anno, cominciando a fare rete e magari chiamando a partecipare anche artisti livornesi che costituiscono delle eccellenze nel loro campo come Paolo Migone, Marco Messeri, Maurizio Micheli, Bobo Rondelli oppure i Virginiana Miller, tutti artisti che potrebbero portare pubblico da fuori, affiancandosi alle realtà locali." Sono proposte scaturite confrontandosi con le associazioni partecipanti alla tre giorni che inoltre vorrebbero poter accedere ad alcuni spazi chiusi di proprietà comunale come i locali posti sotto al Mercato Centrale oppure le sale della Casa della Cultura una volta terminati i lavori attualmente in corso: una concessione con affitto simbolico (molti sodalizi livornesi sono privi di sede) con l'impegno da parte delle associazioni a valorizzare opportunamente la struttura con eventi e spettacoli. «Lo scopo della nostra iniziativa – spiega Ephraim Pepe – è quello di far rinascere il tessuto culturale della città che negli ultimi anni ha conosciuto un progressivo impoverimento con la chiusura di cinema e teatri. Si va dal cinema Gran Guardia al Metropolitan, dall’Odeon al Moderno via via trasformati in parcheggi oppure in negozi di abbigliamento. E pensare – continua – che Livorno, ai primi del ’900, era seconda solo a Torino, su base nazionale, per numero di teatri e di sale cinematografiche. E comunque non credo che la sequenza di chiusura dei vari cinema livornesi vada imputata all’apertura del Multisala. Negli ultimi tempi si sono poi aggiunti il rischio chiusura per il teatro Goldoni, la crisi del Nuovo Teatro delle Commedie o la vicenda dell’Ippodromo Caprilli, per non parlare di due gioielli della Livorno granducale come la Fortezza Nuova e la Fortezza Vecchia rimaste inutilizzate da vario tempo oppure delle Terme del Corallo».

L’elenco è insomma molto lungo ed articolato. «In pratica – continua Ephraim Pepe – a Livorno, nel periodo estivo, non è più rimasto uno spazio aperto salvo il Premio Rotonda ed Effetto Venezia, anch’esso col rischio di saltare visti gli annunci dei mesi scorsi. E questo mentre negli anni passati avevamo festival musicali, la Caprillina e le fortezze medicee che ospitavano concerti, eventi e spettacoli».

Una situazione inacettabile per gli aderenti alla manifestazioni che ha spinto in pochi giorni a organizzare una serie di spettacoli in strada, riprendendo così l’espressione utilizzata in apertura, durante i quali ogni associazione, artista o compagnia partecipante potrà offrire alla cittadinanza un esempio della propria attività artistica con brevi pieces della durata massima di un quarto d’ora per dare a tutti la possibilità di esprimersi. «Questa iniziativa – ha aggiunto Michele Cheli – si auspica che sia la prima di una serie di sollecitazioni rivolte alle istituzioni e si invita comunque le realtà del mondo artistico-culturale locale che per qualche motivo non è stato possibile contattare a farsi avanti anche in questi giorni».Durante l’intera manifestazione saranno all’opera diversi video makers che riprenderanno i vari scenari, gli spettacoli ed intervisteranno la gente di passaggio che assiste agli spettacoli. La manifestazione di venerdì si concluderà comunque alle 20: «Non ci sarà perciò – precisa Ephraim Pepe – alcuna sovrapposizione con la cerimonia di apertura di Effetto Venezia. Vogliamo semplicemente aprire gli occhi sulla situazione in cui è precipitata la città prima che sia davvero troppo tardi».

L’appuntamento per giovedì 25 luglio è alle 19 in piazza Attias.

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di Redazione web