Il Tirreno

Livorno

Medico trovato morto nel suo studio, lo ha ucciso un malore

di Lara Loreti
Medico trovato morto nel suo studio, lo ha ucciso un malore

Deceduto Domenico Tiso, per anni assistente sanitario nelle carceri di Livorno, Gorgona e Porto Azzurro. A scoprire il corpo è stato il figlio


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LIVORNO. Il figlio lo cercava già dal pomeriggio, ma lui non rispondeva. Poi nella serata di martedì, la terribile scoperta: suo padre era morto. Domenico Tiso, 61 anni, noto medico curante, è stato trovato senza vita, a terra, nel suo studio in corso Mazzini numero 7. A dare l’allarme è stato proprio il figlio che da ore tentava invano di rintracciarlo. Sul posto s’è precipitata un’ambulanza della Misericordia: i soccorritori hanno avviato le manovre di rianimazione ma è stato tutto inutile: Tiso era già morto da qualche ora.

Un colpo durissimo e inatteso per la sua famiglia. E un mistero, almeno all'apparenza, su cui le indagini dei carabinieri hanno però fatto ben presto chiarezza. Tiso non aveva segni evidenti di violenza addosso, quindi si deduce che non abbia subìto aggressioni esterne. Gli accertamenti eseguiti da un medico legale hanno certificato che a provocare il decesso è stato un malore, per cui non è stata disposta l'autopsia e la slama è già stata rstituita alla famiglia.

Residente alla Leccia in via Giotto con la famiglia, il dottor Tiso era un medico curante molto conosciuto a stimato in città. Aveva anche un importante ruolo istituzionale: era noto come medico delle carceri. Per oltre 30 anni aveva fatto assistenza sanitaria alle Sughere e nel passato era anche stato referente provinciale delle case circondariali. Ultimamente era responsabile sanitario del presidio della Gorgona e di Porto Azzurro.

Commosso il ricordo del Garante del detenuti, Marco Solimano, che per anni ha lavorato con lui: «Una persona preparatissima - dice addolorato - Era un grande conoscitore delle problematiche delle carceri, della salute dei detenuti e del sistema penitenziario. Appena qualche mese fa avevamo partecipato insieme a una trasmissione televisiva su questi temi. Con lui potevi discutere apertamente di qualsiasi cosa. Era un uomo gioviale. Perdiamo un grande professionista oltre che una persona molto umana».

 

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