Lutto
«Detenuto picchiato»
Sarebbe stato aggredito dagli agenti, indaga la Procura
LIVORNO. Un detenuto tunisino sarebbe stato picchiato da un gruppo di agenti della penitenziaria. Il giovane ha varie ferite e una seria lesione al timpano, come emerge dai referti medici. Un episodio su cui ora sta indagando la Procura. Alla magistratura lunedì mattina è arrivato un esposto presentato dal Garante dei diritti dei detenuti, Marco Solimano: una decisione condivisa anche dal sindaco, Alessandro Cosimi. Ma in Procura è giunta anche l’informativa di reato fatta dalla direttrice del carcere, Santina Savoca, avvisata dell’episodio dalla stessa vittima. «Non posso dire niente nel merito - dice la Savoca - ma confermo che stiamo seguendo il caso».
L’aggressione sarebbe avvenuta venerdì, nel lasso di tempo che va dalle 15 alle 17. Protagonista un detenuto tunisino sui 30 anni. Il giovane, secondo quanto ricostruito dallo stesso garante Solimano sulla base delle dichiarazioni del detenuto, aveva avuto un diverbio con i suoi compagni di sezione e per questo era stato spostato nella sezione transito. Solo che la nuova cella non ha soddisfatto il giovane in quanto da lui giudicata inadeguata. Viste le sue proteste, gli agenti penitenziari lo hanno invitato a parlare con l’ispettore. E quindi, in attesa dell’arrivo dell’ispettore, l’hanno appoggiato momentaneamente in una cella di sicurezza senza finestre né prese d’aria. Qui il tunisino si sarebbe sentito male per via del caldo e avrebbe più volte chiamato la polizia penitenziaria, cercando di attirare l’attenzione per manifestare il suo disagio. A questo punto sarebbe successa l’aggressione: il tunisino sostiene che 4-5 agenti sarebbero entrati nella cella e lo avrebbero picchiato. Lui poi è stato portato prima in infermeria, poi al pronto soccorso e quindi sottoposto alla visita specialistica dell’otorino. «Io non so cosa sua successo - dice Solimano - so solo che su questa cosa va fatta chiarezza. Se lui non dice il vero pagherà, se gli agenti lo hanno davvero picchiato sarà fatta giustizia». Anche gli agenti, dal canto loro, non commentano il fatto ma sottolineano di affidarsi alla magistratura.(l.l.)
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