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Marco Cannito: «Delocalizzare le attività nocive»
LIVORNO. «Da anni chiediamo un progetto per la delocalizzazione delle attività pericolose perché siano spostate dalle zone residenziali per evitare che eventuali incendi possano mettere a rischio le...
LIVORNO. «Da anni chiediamo un progetto per la delocalizzazione delle attività pericolose perché siano spostate dalle zone residenziali per evitare che eventuali incendi possano mettere a rischio le persone, come è accaduto in via dell’Ecologia, ma l’amministrazione comunale e i partiti che l’appoggiano sono indifferenti». Sono le parole di Marco Cannito, capogruppo di Città Diversa: «L’amministrazione - prosegue - non ha portato all’attenzione del consiglio comunale alcun piano di delocalizzazione e nel bilancio delle opere pubbliche 2013-2015 questo argomento manca, per cui se ne parlerà dopo il 2015. Eppure – prosegue - il regolamento urbanistico del Comune stabilisce di delocalizzare tutte le attività di immagazzinamento, trattamento e lavorazioni nocive. Vogliamo sapere cosa è stato fatto fino a oggi e chiediamo che venga presentato un cronoprogamma sui piani futuri».
Eliano Borghini del Comitato difesa popolare quartieri nord, vive in via Don Minzoni dove hanno sede varie aziende tra cui l’Alpakero, che si occupa del deposito e della rivendita di liquidi infiammabili. «Non è solo l’odore delle esalazioni di benzina che ci procurano problemi alla salute – dice Borghini – ma anche i camion che transitano da via Provinciale Pisana carichi di carburante: spesso capita che nel passare, i mezzi arrivino anche a grattare le pareti delle abitazioni». Il Comitato ha presentato, con l’appoggio di Città Diversa, una petizione con oltre duecento firme per chiedere al Comune di vietare il transito dei camion in via Provinciale Pisana preferendo l’Aurelia: «Ma nessuno ci ha mai risposto – commenta Borghini – intanto qui continua la cementificazione senza creare aree verdi, servizi e luoghi di aggregazione per gli anziani. Non vogliamo far chiudere alcuna attività, chiediamo di salvaguardare la nostra incolumità e la sicurezza pubblica». Poi Cannito sottolinea che: «I soldi per la delocalizzaione delle attività pericolose ci sono, a differenza di quanto sostiene l’amministrazione che dà la colpa al patto di stabilità, ma vengono usati per altri progetti come il nuovo ospedale e Porta a Mare».
Valeria Cappelletti
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