Il Tirreno

Livorno

Gallanti punta sull’interporto Soldi in cambio di nuovi spazi

di Mauro Zucchelli

Authority: dal comitato l’ok al milione in soccorso dell’infrastruttura di Guasticce Porto turistico al Mediceo, disco verde alla concessione alla società di Azimut

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LIVORNO. Dall’Authority salta fuori la fumata bianca di un comitato portuale che, senza dar troppo nell’occhio, mette a segno una sfilza di piccole mosse destinate ad avere un peso rilevante sulla scacchiera del governo di quella fetta di territorio che ha a che fare con il porto. Ma guardando anche al di là della cinta portuale: come, ad esempio, l’interporto di Guasticce.

È vero che la Regione ha battuto tutti sul filo di lana con la manovra con cui di fatto mette mano al portafogli (per garantire i 3,2 milioni della propria intera quota), ma ieri a Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale, è stato confermato l’atteggiamento che vede l’Authority disposta a aumentare il proprio peso nella società che ha in pugno quest’infrastruttura con una dote di 2,8 milioni di metri quadri di aree nella piana a pochi chilometri dalle banchine.

Tradotto? In questa prima fase, mettendo sul piatto un pacchetto da un milione di euro (che corrispondono alla propria quota del 5,6%). Poi annunciando la propria intenzione di far crescere questa percentuale. Basti dire che, in una nota ufficiale, Giuliano Gallanti, presidente dell’Authority dice l’investimento va letto all’interno di «un disegno programmatico coerente e ambizioso»: con l’auspicio che l’infrastruttura «possa un domani cambiare la propria funzione da interporto a retroporto». Ed è dentro questo scenario che Gallanti annuncia: «Se ciò avvenisse non saremmo nemmeno contrari a sottoscrivere una parte delle quote inoptate».

In effetti, potrebbe rimanere nel freezer una bella fetta dell’aumento di capitale: la Provincia di Livorno è favorevole alla ricapitalizzazione ma non ha soldi da tirar fuori, il Comune di Livorno non ha ancora detto quanto verserà, idem Colle e Pisa tentenna parecchio. Senza contare gli intoppi che potrebbe trovare il Monte Paschi, che dell’interporto è l’azionista numero uno (36%) attraverso la controllata Mps Capital Services.

Risultato: tutti guardano al “tesoretto” dell’Authority, che ha un avanzo di amministrazione di 44 milioni (ovviamente anche con vincolo di destinazione e dunque non tutti spendibili per l’interporto).

Inutile dire che Gallanti non farà lo “zio d’America” che arriva e paga i conti altrui. In cambio all’Authority non può che andare o un maggior peso complessivo nella società interportuale o una fetta di terreni da destinare a retroporto in una logica “confederata” che tenga conto anche della scelta di Collesalvetti di ritagliarvi anche spazi per industrie.

Anche Colle è un tassello-chiave: dopo l’ingresso dell’Authority nel consiglio dell’Interporto, ecco che il prossimo passo viene immaginato con l’ingresso del Comune di Collesalvetti nell’Authority e, di riflesso, l’estensione della giurisdizione territoriale di Palazzo Rosciano fino ad abbracciare l’interporto.

Fanta-politica? No, è già stato messo tutto nero su bianco nel conclave convocato a Firenze dalla presidenza della giunta regionale il 14 giugno scorso. In realtà, però, sono partite già da almeno un anno le prime mosse di questa partita a scacchi che riporta sotto i riflettori quei 280 ettari di piana subsidente (e con mille guai idrogeologici) che è diventata così fondamentale per far ripartire lo sviluppo dell’intero comprensorio livornese. Fortuna (diciamo così) che ora c’è l’urgenza dell’aumento di capitale e non si può più tirarla in lungo...

C’è anche un’altra mossa nell’assetto del territorio che merita attenzione. Riguarda «un'altra delle grandi incompiute del porto», come è costretta ad ammettere la stessa Authority: il porto turistico al Mediceo. Con tanto di battutine quando nella riunione ci si è accorti di un refuso nella citazione della delibera municipale. Roba di 10 anni fa, siamo ancora lì.

Il punto fermo «dopo anni di incertezza» è la concessione alla Porta a Mare spa (con il Comune sotto l’1% e il 99% in mano a Azimut). Ora – dice Palazzo Rosciano – toccherà a lei fare il progetto di dettaglio («anche per la gestione dei servizi alla nautica»). Si andrà avanti in tandem con «l'esigenza di delocalizzazione delle imbarcazioni oggi presenti nello specchio acqueo». Ne terremo conto, promessa firmata Gallanti.

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