Il Tirreno

Livorno

Con la pistola in pugno terrorizza Shangai

di Lara Loreti

Cento minuti di panico nel quartiere. Un livornese gira armato: prima rapina due coniugi, poi spacca un motocarro

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LIVORNO. Cento minuti di terrore in un quartiere, quello di Shangai, ostaggio di un uomo armato che ha seminato il panico, girando con una grossa pistola di metallo. È successo domenica pomeriggio. Protagonista un livornese di 48 anni che, dopo varie ricerche, è stato fermato dalle volanti della polizia. Solo dopo s’è scoperto che l’arma, di metallo e senza tappo rosso, in realtà era un giocattolo.

Nell’arco di un’ora e mezza, dalle 15 alle 16.30, il 48enne ha fatto il giro del quartiere, toccando il quadrilatero di strade che va da via Bixio a via Mastacchi, passando da via Cestoni e via dell’Antimonio. Il tour del pistolero inizia proprio in via Cestoni, dove avviene il fatto più grave. Due coniugi livornesi, lui 50 anni e lei 48, sono in casa quando sentono dei forti rumori provenire dalla strada. Scendono per vedere cosa stia accadendo e, una volta giù, vedono un uomo a bordo della loro Lancia Musa. Proprio in quel momento, l’intruso scende e, vedendoli, impugna una grossa pistola di metallo. La agita con aria minacciosa. Poi fugge. I due chiamano la polizia che, giunta sul posto, nota che il lunotto anteriore destro della Musa è infranto e che l’abitacolo è stato messo a soqquadro. Passa una ventina di minuti e un camionista in via Nino Bixio vede la stessa persona (la descrizione corrisponde, come poi verrà appurato dalla polizia) che armeggia intorno al suo mezzo.

Il conducente del tir sente uno strano rumore, si sofferma a guardare di cosa si tratti e nota che quell’uomo è chino a terra, intento a raccogliere una pistola. Quindi, come se nulla fosse, se la mette in tasca e scappa via. A quel punto al camionista, terrorizzato, non resta che allertare la polizia, e lo fa fermando una volante di passaggio proprio in quel momento. La polizia infatti, avendo già ricevuto l’allarme dalla coppia di via Cestoni, sta setacciando la zona. Tuttavia, anche in questo caso, il pistolero riesce a scappare. Ma per poco. Un’oretta dopo, alle 16.30, una volante della polizia nota un motocarro Ape in via Mastacchi, all’angolo con via dell’Antimonio. La volante si sofferma ad osservare quel mezzo perché ha il parabrezza rotto. Alla guida c’è un uomo che corrisponde alla descrizione di quello già segnalato armato dai cittadini. A quel punto, i poliziotti fermano il mezzo e controllano il conducente. Questi all’inizio dice che l’Ape è suo, ma dalle verifiche viene fuori che in realtà il mezzo è stato rubato in via dell’Oriolino, la notte precedente, a un livornese di 51 anni. Sul tappetino del mezzo c’è l’arma, che viene sequestrata. Dai controlli delle volanti emerge anche che il pistolero ha la patente revocata in via definitiva. In più, nel corso dell’intervento, il 48enne si dimostra poco collaborativo con gli agenti, che vengono da lui aggrediti e minacciati. A quel punto, nei suoi confronti scatta una serie di denunce (e non l’arresto perché è trascorsa la flagranza di reato): le accuse sono rapina impropria verso i coniugi, ricettazione dell’Ape, guida senza patente, rifiuto di fornire le generalità e resistenza, violenza e minacce a pubblico ufficiale. Il 48enne, già noto alle forze dell’ordine, viene quindi portato in caserma in viale Boccaccio per gli accertamenti. Mentre i residenti di Shangai possono riprendere la propria vita tranquilla.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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