Lutto
SE GLI ERRORI SONO ALL’INSAPUTA
ANDREA LAZZERI. Di chi mai sarà la colpa del pasticcio? I bollettini della Tares sono arrivati in ritardo. Sono pure sbagliati nonostante Aamps scriva che vadano bene. Le cifre dovrebbero essere...
ANDREA LAZZERI. Di chi mai sarà la colpa del pasticcio? I bollettini della Tares sono arrivati in ritardo. Sono pure sbagliati nonostante Aamps scriva che vadano bene. Le cifre dovrebbero essere corrette, ma se vi presentate in banca o alle Poste è probabile che l’impiegato non li accetti. Se lo fa è per sua buona volontà.
Sul modulo c’è una crocetta in più e un numero in meno. Inutile chiedere perché, nessuno lo dirà.
Eppure esisterà un luogo, una scrivania, un burocrate che in qualche parte della città avrà visionato i bollettini prima che venissero mandati ai contribuenti. E così, avrà nome e cognome anche il dirigente che avrebbe dovuto supervisionare il lavoro, chiedere spiegazioni quando le cose non andassero bene, sollecitare efficienza e rispetto verso la gente comune che sempre meno sopporta pagare tributi e tasse.
Ecco, se pensate che quello sia il mondo reale vi sbagliate di grosso. Da queste parti nessuno sa nulla di nessuno.
In fondo il nostro è il Paese dell’insaputa. Fare il nesci è sport nazionale anche i massimi livelli istituzionali, figuriamoci se possiamo prendercela con un funzionario qualunque o un tranquillo rappresentante della pubblica amministrazione.
Tutto è avvenuto all’insaputa di Poste, assessori, Aamps e così via ignorando. Attenzione però: l’area regola assolutoria del non sapere vale per chi chiede i soldi, non per chi paga.
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