Il Tirreno

Livorno

«Più trasparenza». E Cosimi s’infuria

«Più trasparenza». E Cosimi s’infuria

Cannito porta le istanze dei sindacati del Comune in commissione e scoppia il caos

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LIVORNO. Selezioni pubbliche finalizzate alla trasparenza nell'affidamento degli incarichi delle posizioni organizzative. È quanto Sulpm e altre sigle sindacali, richiedono tramite Marco Cannito (Città diversa). Sul caso, vengono ascoltati dalla I e II commissione consiliare il sindaco, il direttore generale Antonio Salonia, e il direttore responsabile del personale Massimiliano Bendinelli. «Mi auguro che i consiglieri apprezzino la presenza mia e della struttura tecnica come gesto istituzionale e di rapporto positivo con le commissioni», esordisce Cosimi. «Quando ho letto l'interpellanza – aggiunge – ammetto con serenità di essere saltato sulla seggiola. Per la spesa del personale siamo al 33% del bilancio, il numero dei dirigenti potrebbe essere implementato ma per adesso non ci interessa. Che un sindacato abbia voglia di stare nella discussione è fisiologico. La critica sulla trasparenza la voglio prendere come una spinta a fare meglio, comprendendo aspirazioni legittime».

Inizia invece in salita l'intervento del direttore generale Antonio Salonia che si dice inesperto agli interventi in sala consiliare: «Io faccio un altro mestiere», si lascia sfuggire. Le parole di Salonia mandano su tutte le furie Gianfranco Lamberti che abbandona la sala di consiglio per poi ripensarci. Un misunderstanding, su cui puntualizza anche Maristella Bottino che presiede la seduta: «Per lei è un lavoro, per me è un mandato che svolgo alla luce del regolamento che prevede la possibilità di un controllo sull'organizzazione e sul personale». Salonia specifica i criteri di selezione: «Individuare la necessità di un incarico, determinare l'identikit del candidato ideale e farlo coincidere con i curricula».

Marcella Amadio (Pdl) per gli si lancia contro: «Ha pensato di restituire i circa 13mila euro di erogazione indebita che le sono stati contestati durante l'ispezione ministeriale?». Il direttore generale si sottrae e Amadio va su tutte le furie: «Presenterò un'interrogazione scritta».

Martina Corirossi

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