Il Tirreno

Livorno

Pasticcio Tares, rinviata la scadenza

di Juna Goti
Pasticcio Tares, rinviata la scadenza

Dopo i ritardi nella consegna dei modelli e gli intoppi alle casse il limite per pagare la prima rata è slittato al 19 agosto

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LIVORNO. Troppi ritardi nella consegna dei modelli F24. Troppi intoppi davanti alle casse di banche e poste. Così, alla fine, Comune e Aamps hanno rinviato la scadenza della prima rata della Tares, ovvero il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi che ha sostituito la Tia. Chi avrebbe dovuto mettere mano in fretta e furia al portafogli tirerà un sospiro di sollievo, perché per pagare (senza incappare nella salatissima sanzione del 30 per cento) ci sarà tempo fino al 19 agosto, anziché fino al 31 luglio.

La comunicazione è arrivata ieri mattina direttamente dall’azienda che gestisce i rifiuti. Infatti, anche se la Tares è un tributo che viene riscosso dal Comune, per quest’anno Palazzo Civico ha deciso di appaltare all’ufficio ex Tia della partecipata i servizi di gestione, come il conteggio delle tariffe e la preparazione di bollettini e modelli di pagamento.

Ed è proprio intorno a bollettini e modelli F24 che è nato il caos. I bollettini, per qualche ragione mai chiarita fino in fondo, non sono stati stampati. Il modello F24 è invece in fase di distribuzione alle 72mila utenze domestiche e alle 11mila non domestiche della città. Ma a ridosso della fine di luglio (scadenza originaria) sono ancora parecchie le famiglie e le imprese in attesa.

«Avendo registrato alcuni ritardi nella consegna dei moduli – hanno scritto ieri da Aamps – l'amministrazione comunale, in accordo con l'azienda, ha ritenuto opportuno prorogare dal 31 luglio al 19 agosto il pagamento della prima rata». Poco dopo, sul sito del Comune, è apparsa questa comunicazione: «È stato constatato che, per cause non imputabili né all’amministrazione comunale né al gestore del servizio rifiuti, numerosi cittadini non hanno ancora ricevuto per posta ordinaria gli avvisi di pagamento. Nei prossimi giorni saranno comunque completate le operazioni di recapito» e «la proroga al 19 agosto consentirà il tempestivo versamento anche a coloro ai quali non è stato ancora recapitato l’avviso».

Ma i modelli inviati fino a oggi sono utilizzabili? Come anticipato dal Tirreno, nei giorni scorsi molti contribuenti non sono riusciti a pagare. Agli sportelli di poste e banche sono stati infatti evidenziati due problemi: una X di troppo nella casella “acconto” che viene respinta dal sistema informatico e alcuni “codice atto” non corretti, o almeno non riconosciuti dal sistema. Intervistato giovedì dal Tirreno, l’amministratore unico di Aamps, Enzo Chioini, si è scusato con utenti e operatori, annunciando controlli «fino anche alla eventuale ristampa dei modelli».

Ristampa che alla fine non sarà necessaria. Nella nota arrivata ieri dal Picchianti, si informa che «i moduli inviati in questi giorni sono validi». Non perché non ci siano stati problemi, ma perché si è trovato il modo di rimediare agli intoppi. Alle Poste e agli istituti bancari è stata inviata una «informativa in risposta alle perplessità manifestate da alcune filiali per l'effettiva accettazione del pagamento secondo la modalità predefinita». Nel caso della X di troppo, ad esempio, in sostanza si autorizzano gli addetti ai lavori a togliere la barra dalla voce “acconto”. Operazione che dovrebbe valere anche per chi effettua il pagamento online.

«Siamo dispiaciuti per i disagi che si sono creati – interviene Chioini – abbiamo comunque verificato che nella maggioranza degli sportelli bancari e postali gli addetti hanno operato accettando i pagamenti senza problemi. Nell'eventualità che fossero riscontrate altre difficoltà è possibile contattare il nostro numero verde (800 031 266) a disposizione dell'utenza per qualunque delucidazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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