Gioco
«Altro che omicidio passionale era un regolamento di conti»
LIVORNO. «Quel ragazzo che hanno trovato morto nel deposito non è il mio compagno, non è mai stato il mio fidanzato, lo conoscevo solamente di vista, io non ho avuto niente a che fare con lui, ci...
LIVORNO. «Quel ragazzo che hanno trovato morto nel deposito non è il mio compagno, non è mai stato il mio fidanzato, lo conoscevo solamente di vista, io non ho avuto niente a che fare con lui, ci scambiavamo un saluto: “Ciao, ciao” e basta. Penso che il mio ex fidanzato voglia far passare tutto come un omicidio passionale. Ma io non c’entro assolutamente niente. È lui che si è inventato tutto».
Sono le 17,05 del 21 giugno scorso quando Veronica Franceschi compare su Canale 5 ospite di Barbara D’Urso nel programma “Pomeriggio Cinque”. Era già stata ospite della popolare trasmissione dopo essere scampata alla furia del suo ex fidanzato che aveva provato ad ucciderla in via Bengasi. E la sua storia l’aveva raccontata anche in altri programmi.
Ma a differenza delle prime apparizioni, stavolta non è solo una vittima ma anche il presunto movente di un delitto. Ecco perché prova a spiegare da dove derivi il piano del suo ex fidanzato.
«Lui - prosegue - ha nutrito rancore nei miei confronti dal giorno in cui mi ha violentata. Da allora l’ho rifiutato diverse volte, lui si vede è sentito preso in giro da me. Perché io aspettavo l’ordine di cattura, quindi aspettando l’ordine di cattura cercavo di tenerlo buono, non lo vedevo, non sapevo che intenzioni aveva». Secondo Veronica il piano, dunque, è nato dal rifiuto.
«Per il ragazzo trovato morto - insiste si è trattato di un regolamento di conti tra loro. Imed ha detto a me ad altra gente che avrebbe fatto una cosa di cui tutta Livorno avrebbero parlato». Nell’intervista Veronica parla dei giorni successivi alla violenza subita. «Mi faceva diverse telefonate in cui mi diceva che mi avrebbe uccisa, lui voleva fare come Romeo e Giulietta, ripeteva che si sarebbe tolto la vita e non mi avrebbe fatto fare vita, era ossessionato dall’idea di me». Alla fine la donna rivela anche un particolare decisivo per il proseguo dell’inchiesta e che ha portato gli investigatori ha proseguire negli accertamenti. «Ha fatto un memoriale in cui ha scritto che lo ha ucciso per gelosia: è un modo per diffamarmi. Lui non è malato di mente, è furbo, e sta nutrendo rancore».
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