Il Tirreno

Livorno

Tares, errori nei bollettini è caos per la prima rata

di Juna Goti
Tares, errori nei bollettini è caos per la prima rata

A pochi giorni dalla scadenza si annuncia un percorso a ostacoli per i cittadini che vogliono mettersi in regola: l’Aamps si scusa e cerca soluzioni

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LIVORNO. A due settimane dalla scadenza del pagamento, nelle case dei livornesi sono arrivati i primi bollettini della Tares, il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi che ha sostituito la Tia. Ma la partenza - già chiacchierata per i ritardi - si è trasformata in un caos: per errori e problemi tecnici, molti di coloro che ieri hanno raggiunto le poste o la banca per pagare la prima rata sono stati rimandati a casa con il modello F24 ancora intatto. Il motivo? Molti degli 83mila modelli di pagamento precompilati spediti in città tra utenze domestiche e non domestiche risultano sbagliati. Così ora Aamps rischia di doverli ristampare a dieci giorni dalla scadenza. Cosa è successo?

Al Tirreno sono arrivate decine di segnalazioni. Il problema sembra essere soprattutto quella X che compare nella casella “acconto” della prima rata e che non viene riconosciuta dal sistema. Ieri, in alcuni uffici postali, gli addetti ai lavori hanno dovuto rimandare indietro i contribuenti per l’impossibilità di portare a termine il pagamento. In altri il tentativo è andato a buon fine, ma solo dopo che i cassieri hanno ripetuto ai diretti interessati che «se per lei va bene mi assumo la responsabilità di modificare il modello togliendo la X, perché così non va...».

In alcune banche, poi, sono stati riscontrati errori nella fila di numeri del “codice atto” e in quella del “codice identificativo”, che non c’è. Un problema che, a quanto risulta, si è già verificato in altri Comuni, compreso quello di Collesalvetti.

Dalla sede di Aamps l’amministratore unico, Enzo Chioni, si scusa con gli utenti e fa sapere che sono in corso accertamenti in tandem col Comune e con gli uffici dell’Agenzia delle Entrare per capire cosa non è andato e come rimediare.

La Tares, infatti, è un tributo che viene riscosso direttamente da Palazzo Civico, ma per quest’anno ad occuparsi dei servizi di gestione (come conteggi e spedizioni) è ancora l’ex ufficio Tia della partecipata. «Nelle ultime settimane – mette le mani avanti Chioni – la mancata consegna da parte delle poste dei bollettini ci ha costretto a inviare a tutti il modello F24, con qualche problema». Detto questo, «stiamo facendo i necessari accertamenti e domani (oggi, ndr) decideremo che provvedimenti prendere, fino anche a una eventuale ristampa dei modelli. È chiaro che in questo caso comunicheremo cosa fare, anche a chi magari è già riuscito a pagare». «Ci scusiamo con tutti per il disagio – conclude l’amministratore – e ringraziamo gli operatori delle poste e delle banche per quello che hanno potuto fare nella prima giornata di pagamenti».

I modelli F24 che a questo punto potrebbero finire nel cestino, dovrebbero arrivare tutti entro la fine della settimana. Nella busta ci sono già le tre rate: la prima scade il 31 luglio, la seconda il 31 ottobre e la terza il 31 dicembre (è la più salata perché contiene l’aumento di 0,30 euro al metro quadro che andrà nelle casse dello Stato). A differenza dello scorso anno non è possibile pagare tutto in una sola volta. O meglio non esiste un modulo unico per farlo. «Chi vuole – fanno sapere dal Comune – può pagare uno dietro l’altro i tre modelli». Ma in questo caso non è previsto lo sconto che esisteva con la Tia.

Soprattutto, però, trattandosi di un tributo, a differenza dello scorso anno chi non pagherà entro la scadenza dovrà versare per legge il 30 per cento in più, oltre agli interessi. Così il tempo per rimediare al caos stringe e chissà che alla fine il Comune non decida di concedere una proroga.

Intanto fioccano le proteste. Il presidente della Lega consumatori, Andrea Raiano, si dice «indignato nei confronti dell'amministrazione comunale per la decisione di impedire il pagamento in un’unica soluzione usufruendo di un piccolo sconto» e per «l’imposizione di una sanzione del 30 per cento in caso di ritardato pagamento». Una sanzione, scrive, «alla Re Giovanni di Robin Hood». Da Palazzo Civico controbattono che «non è il Comune ma la legge dello Stato (d.Lgs 471/1997) a imporre una sanzione di questo tipo in caso di mancato versamento del tributo». Raiano sottolinea anche che molte famiglie rischiano di non ricevere il bollettino prima di andare in ferie e di incappare senza se e senza ma nel salasso. E tra i lettori del Tirreno che hanno la valigia in mano c’è già chi si dice pronto a mettere mano all’avvocato.

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