Sicurezza
La lancia dell'arcangelo
Cicala, a capo di una piccola procura, sfida il drago di tanti imputati importanti, nazionali e multinazionali, dalla notte del 29 giugno 2009, quando il treno deragliò vicino alla stazione di Viareggio uccidendo tutte quelle persone - Strage di Viareggio, 42 imputati rinviati a giudizio
Quando devi occuparti della verità su trentadue morti, il lavoro non finisce in ufficio. Per quattro anni il procuratore capo Aldo Cicala ha lasciato le stanze del tribunale e si è diretto verso casa, ma i pensieri sull'inchiesta più importante e grave della sua vita restavano con lui. Nel suo appartamento di piazza San Michele, nel cuore di Lucca, il magistrato ha valutato per anni il caso Viareggio. Le finestre di quella casa sono vicine alla chiesa simbolo di Lucca, quella con le quattro logge bianche, come merletti di pizzo.
Sulla facciata della chiesa c’è una grande statua di marmo che tutti in Toscana conoscono: è quella dell’arcangelo Michele. Ha ali e lamine metalliche e la pietra della scultura lo blocca in una posa dinamica, l'atto di combattere un drago impugnando una lancia. Cicala, a capo di una piccola procura, sfida il drago di tanti imputati importanti, nazionali e multinazionali, dalla notte del 29 giugno 2009, quando il treno deragliò vicino alla stazione di Viareggio uccidendo tutte quelle persone.
Di solito, nell’aula del Polo fieristico di Lucca, quando prende la parola, Aldo Cicala tiene acceso il microfono per pochi minuti. L’ultima volta è stata il dieci luglio: gli uomini di punta del team difensivo, Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino, avevano tenuto banco per quasi cinque ore e avevano appena concluso. Una delle linee difensive di Mauro Moretti era la seguente: io sono estraneo; amministro la holding Fs e non ogni singola azienda, Fs ha distribuito le varie competenze del gruppo. La replica di Cicala: è lapidaria: «Ho analizzato la posizione delle Ferrovie dello Stato proprio in quanto holding. E in particolare del suo amministratore delegato Mauro Moretti sulla base dello statuto che indica i compiti e le attività che deve svolgere. Da lì si evince che la holding ha competenza su tutte le attività delle singole aziende». Clic, il microfono si spegne.
Si confronteranno uomini che parlano poco. Vengono entrambi da città di mare, Napoli per Cicala e Rimini per Moretti. Sessantanove anni il primo, sessanta il secondo. Aldo Cicala è stato nel mirino dei viareggini quando l’indagine procedeva a fari spenti, quando mancavano gli avvisi di garanzia e quando la gente, demolita nel morale, sfilava anche contro la Procura, con lo slogan “Zero indagati” sugli striscioni. Poi gli avvisi sono partiti ed è cominciata la battaglia contro il drago.
Ex sindacalista Cgil, una laurea con lode in ingegneria elettrotecnica a Bologna, poi una carriera da dirigente con l’ultima fase centrata sull’operazione alta velocità, Mauro Moretti, nei ritagli di tempo, fa anche il sindaco. Dal 2004 (due mandati) è il primo cittadino di Mompeo, in provincia di Rieti, 546 abitanti per wikipedia. Nella sua pagina ufficiale, sul sito web del Comune, alle voci “mail, ubicazione ufficio e orario di ricevimento”, corrispondono solo caselle vuote. Anche in quel ruolo, anche con i 546 del paese, non punta su dialogo ed empatia. Sul lavoro non fa concessioni al versante emotivo; alcune sue frasi a Viareggio non possono dimenticarle. Come l’aver definito «uno spiacevolissimo episodio» la morte e la distruzione seminate da un treno nel cuore di una città, e l’aver detto «Quando c’è un incidente sembra caschi il mondo...», pochi giorni dopo il disastro. Ora, al processo, dovrà preparare un confronto serrato con il suo avversario silenzioso. Fs punta su perizie e collegi legali autorevoli. Sull’agenda di Moretti c’è anche una data cerchiata di rosso, il 25 luglio: quel giorno all’assemblea di Fs sarà trattato il rinnovo dei vertici del gruppo. Qualcuno ipotizza che l’amministratore delegato rischi la conferma, visto che nel decreto del Fare si considera il rinvio a giudizio come ostacolo per ottenere incarichi di valenza pubblica; ma i difensori del manager parano questo affondo, dicendo che i reati in discussione per il caso Viareggio sono di natura colposa e sarebbero esclusi dalla previsione del governo.
Aldo Cicala e Mauro Moretti hanno parlato poco anche ieri. Il primo, a Lucca, ha rilasciato commenti laconici quanto prudenti: siamo contenti, ha detto, perché è stato dimostrato che l'impostazione accusatoria al momento ha retto. Il secondo, a Roma, ha scelto appena cinque parole: «Non ho niente da dire».
La statua dell’arcangelo ha un anello al dito. Una leggenda sostiene che lì dentro ci sia un enorme diamante e che, al tramonto, in certe sere, da qualche angolo della piazza si possa scorgere un riflesso. Il 13 novembre si aprirà il processo per la strage di Viareggio. La storia del diamante e del riflesso sembra una buona metafora per la ricerca della verità. Una finestra sulla piazza, lì vicino, servirà.
@fbrancoli
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