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«Hanno lasciato sola la sorella di Morosini» I club smentiscono

«Hanno lasciato sola la sorella di Morosini» I club smentiscono

Un sito lancia la polemica: nessuno ha aiutato Maria Carla Ma le squadre e il tutore della ragazza dicono il contrario

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LIVORNO. La polemica esplode sul web nel primo pomeriggio. A scatenarla è il sito locale di notizie Bergamonews: nonostante le numerose promesse da parte di club calcistici e personaggi vari, la sorella di Piermario Morosini - scrive il sito lombardo - Maria Carla, che vive in una clinica perché malata, è stata lasciata sola. Secondo Bergamonews, quando suo fratello morì in campo tutti le avevano promesso soldi, in particolare le società sportive di Livorno, Udinese e Atalanta, ma nessuno poi ha sborsato un euro. La notizia (in cui peraltro non viene citata la fonte) fa il giro del web e approda anche in tv. Ma il punto è che nessuno dà la conferma ufficiale di quanto scritto sul sito: tace la famiglia Morosini e tacciono le persone vicine e amiche del calciatore. E sul tema arrivano solo smentite.

Netta la posizione del Livorno calcio: interviene Paolo Armenia, responsabile organizzativo della società: «Il Livorno calcio ha corrisposto una offerta alla famiglia Morosini e l’ha fatto secondo gli accordi presi all’epoca». La società ha versato a favore di Maria Carla una considerevole somma che non viene comunicata per motivi di privacy. E l’ha fatto all’inizio dell’anno, in sordina, per non pubblicizzare un gesto che doveva rimanere riservato, come mettono in evidenza dal club. «Il Livorno ha fatto quello che doveva, restando fedele agli accordi», aggiunge Armenia.

Tuttavia, la smentita più importante riguardo alla vicenda arriva dal tutore legale di Maria Carla Morosini il quale, tramite la società amaranto, fa sapere di non aver mai parlato con i giornalisti e di non aver sollevato la polemica, smentendo così categoricamente le voci sul presunto mancato rispetto della promessa fatta relativa ai soldi.

C’è anche da dire che il Livorno calcio è sempre rimasto in contatto con il tutore legale della sorella di Piermario il quale ha confermato ai dirigenti della squadra l’assenza di qualsiasi tipo di problema, sottolineando come il versamento giunto da Livorno sia andato a buon fine.

Un’altra smentita ufficiale arriva dall’Atalanta, che respinge le accuse in una nota: «In merito all’articolo pubblicato da bergamonews.it, e ripreso da alcune testate nazionali, in relazione alle promesse fatte nei confronti di Maria Carla Morosini all’indomani della tragica scomparsa del fratello Piermario, Atalanta B.C. comunica di aver puntualmente adempiuto a quanto concordato direttamente con le persone che quotidianamente si occupano dell’assistenza della signorina Morosini. La società, per scelta e per ragioni di riservatezza, non intende rendere noti i dettagli della propria contribuzione». L’Udinese invece precisa che «immediatamente dopo il dramma della morte del calciatore la società attraverso la onlus “Udinese Per la Vita” si dichiarò disponibile a farsi carico a vita delle cure necessarie alla ragazza. L’Atalanta, nella persona del presidente Antonio Percassi, espresse successivamente il desiderio di occuparsene da sola». Bergamonews, dal canto suo, prende atto delle precisazioni, ma rilancia scrivendo che «fonti vicinissime alla famiglia Morosini ribadiscono che fino a giovedì mattina (ieri ndr) a loro non era giunta notizia degli annunciati contributi».

Lara Loreti

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di Redazione web