Il Tirreno

Livorno

Circoli al setaccio, verifiche della Finanza

di Lara Loreti

Controlli da parte delle forze dell’ordine per tutta l’estate: già svolti 30 servizi notturni sulla regolarità dei locali

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LIVORNO. Sono centinaia in città e nascono come funghi. I circoli stanno letteralmente conquistando Livorno. Ora sono nel mirino della Guardia finanza e delle altre forze dell’ordine che, coordinate dalla prefettura, hanno deciso di far luce sul “fenomeno”. Circoli culturali e ricreativi, senza scopo di lucro, che somministrano bevande e cibi, fanno intrattenimento, musica, ballo e organizzano mega feste. Circoli che, a differenza dei locali “normali”, possono offrire servizi solo ai soci, cioè a clienti muniti di tessere (che però quasi sempre vengono fatte sul momento al costo 5-10 euro). E circoli che hanno anche delle agevolazioni fiscali in quanto, come spiegano gli esperti, normalmente non hanno obiettivi commerciali e, quando ce li hanno, devono rimanere al di sotto di certi parametri di reddito. Il che vuol dire che non possono guadagnare oltre una soglia determinata perché lo scopo del circolo è ricreativo e non di lucro. Tuttavia, spesso questo confine è sottile. Proprio in questi giorni (e già nel passato) è successo che circoli abbiano organizzato feste senza avere le necessarie autorizzazioni. Ne è un esempio il pool party alla Ginestra di martedì sera organizzato dalla “Feeling love”; la stessa cosa era successa nei mesi scorsi con le feste al Glamour. Ma ci sono stati anche casi di locali cittadini (è successo per esempio al Re Matto) che hanno iniziato a fare musica senza autorizzazioni e che, una volta scoperti, sono stati sanzionati dalle forze dell’ordine. Molti di questi pub poi sono stati riaperti proprio con la formula del circolo.

La normativa in materia è complessa e probabilmente è un po’ lo specchio della giungla che di fatto si sta creando in città. Il punto è che sempre più spesso alcune di queste organizzazioni appaiono come locali di fatto. Circoli sulla carta; ristoranti, discoteche e pub nella pratica. Una lamentela questa che viene dai locali tradizionali i quali, in questo momento di forte crisi, ce l’hanno con i concorrenti. La protesta sta montando sempre di più. E ogni giorno sul tavolo della Guardia di finanza arrivano segnalazioni da parte di locali che si sentono tartassati dalle tasse e guardano con sospetto ai circoli. Ed ecco allora scendere in campo le fiamme gialle che, coadiuvate da tutte le altre forze dell’ordine, effettuano settimanalmente rilievi fiscali e verifiche sul rispetto delle autorizzazioni. Un circolo infatti per poter aprire ha bisogno di una serie di permessi: in primis l’autorizzazione del Comune, poi permessi dalla questura sugli aspetti della sicurezza, dall’Asl per il rispetto delle regole sanitarie e dall’Ispettorato del lavoro per le regole che riguardano i dipendenti. Le verifiche peraltro non sono facili perché il circolo è una struttura privata.

I controlli sono stati estesi anche a tutti gli altri locali e sono stati molto intensificati durante il periodo estivo. Finora sono stati effettuati una trentina di verifiche in bar, circoli, ristoranti e pub. In tutto sono state rilevate decine di irregolarità (con relative multe) riguardo la presenza di non soci nei circoli, sulla mancata emissione di scontrini, su carenze sanitarie e normativa sul lavoro. Ed entro la fine dell’estate l’obiettivo è arrivare a un centinaio di accertamenti. Si tratta di servizi coordinati dalla prefettura che hanno anche l’obiettivo di tenere sotto controllo l’ordine pubblico. In questo modo, infatti, le forze dell’ordine vanno anche incontro alle proteste veementi di molti residenti che si lamentano per la confusione creata dal circuito dei locali. Nello scorso weekend dalla Venezia è arrivata una protesta infuocata da parte di persone che per rientrare a casa e percorrere pochi metri con l’auto hanno dovuto fare mezzora di “fila”, cercando di schivare i ragazzi che avevano letteralmente invaso la strada.

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