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Muore a 57 anni ad aprile finì nei fossi dopo un malore
Ha perso la vita Aldo Raugi per complicazioni post-incidente Per oltre 40 anni aveva lavorato in porto alla Unicoop
LIVORNO. S’è spento martedì pomeriggio per un problema cardiaco, l’ennesima complicazione dopo quella maledetta caduta, il 24 aprile, sui fossi di piazza della Repubblica, lato Scali Bettarini. Aldo Raugi aveva 57 anni e viveva con la sua famiglia in via Chiellini 19. Ex portuale della Unicoop, era un uomo vitale e alla moda, con tanta voglia di andare avanti e di godersi la vita. Ma la sua esistenza, fatta di mare (ai Pancaldi era celebrità), sport, musica e famiglia, è naufragata contro una serie di problemi di salute che il suo fisico, pur robusto, non ha potuto affrontare. Problemi subentrati in questi mesi, che il 57enne ha trascorso in ospedale prima in città e poi a Viareggio per la riabilitazione.
Aldo Raugi il 24 aprile era andato a fare la spesa, come faceva sempre. Lo racconta la moglie, Nadia Giusti: «Usciva tutti i giorni, andava in città a fare spese e poi si vedeva con gli amici. Quel giorno ha avuto un malore: lui pensava che si trattasse di un calo di pressione perché ne soffriva, essendo anche diabetico. In realtà, secondo i medici, s’è trattato di un problema cardiaco, di una fibrillazione».
Con le buste in mano, Raugi si era adagiato sulla spalletta, ma quel punto aveva perso l’equilibrio ed era precipitato per 5 metri. Un volo terribile in cui aveva battuto contro una colonna e contro la prua di una barca ormeggiata. Una botta terribile: fratture in tutto il corpo e anche traumi interni, in particolare ai reni. Il primo giorno, Aldo era rimasto cosciente. Poi però, già dalla notte successiva al trauma, a causa di numerose complicazioni gli specialisti l’avevano trasferito in Rianimazione, in coma farmacologico. Il 57enne è rimasto a lungo all’interno del reparto.
«Vogliamo ringraziare il primario Paolo Roncucci e tutto il suo staff - dicono la moglie e il figlio Daniele - medici e infermieri sono stati di un’umanità e di una professionalità uniche». Tuttavia le condizioni di Raugi non sono mai migliorate sensibilmente, neanche quando lui ha ripreso parzialmente conoscenza. «Purtroppo non ha mai potuto parlare perché i medici gli hanno dovuto fare una tracheotomia», spiega la moglie.
L’unico momento in cui sembrava che il portuale stesse meglio è stato la scorsa settimana. «Lunedì lo abbiamo portato a Viareggio per la riabilitazione - dice Nadia - I medici sono anche riusciti a metterlo in carrozzina e sembrava che Aldo migliorasse. Ma poi sono subentrate complicazioni cardiache».
Chi lo conosceva lo descrive come una persona vitale e giovanile, grande appassionato di sport e di mare: per 43 anni aveva frequentato i Pancaldi. «I bagni non saranno più gli stessi senza di lui», dicono due clienti che lo conoscevano.
Portuale in pensione, aveva prestato servizio per 40 anni alla Calata Bengasi all’Unicoop. Prima di trasferirsi in via Chiellini, aveva abitato per qualche anno con la famiglia alle Sorgenti. Il 57enne era anche un grande ballerino e proprio a una festa aveva conosciuto sua moglie Nadia, negli anni Sessanta. «Amava Elvis Presley, il rock e il twist - dice la moglie - Ci siamo sposati il 26 dicembre del ’69 e mai lasciati».
Raugi lascia nel dolore i figli Daniele, 39 anni, e Massimiliano, 43. Oggi alle 9 la salma sarà trasportata dal servizio funebre della Svs da Viareggio al cimitero dei Lupi, dove alle 11 ci sarà la cremazione.
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