Gioco
Ippodromo, ultima chiamata ora torna in pista la Labronica
Oggi l’iscrizione alle corse del 30 o Livorno perde i soldi ministeriali. Alfea resta un passo indietro Gestione (forse) alla società in liquidazione. Ipotesi ingresso libero per risparmiare sulla biglietteria
LIVORNO. Il Caprilli è all’ultimo steccato: se oggi non partirà l’iscrizione alle corse di fine luglio, la Labronica perderà i finanziamenti del ministero e l’ippodromo livornese chiuderà i battenti. Questo è il dato di fatto. Poi c’è il colpo di scena: a gestire un pugno di corse estive, proprio per non perdere i finanziamenti romani, potrebbe essere la Labronica.
Non è uno scherzo: salvo sorprese dell’ultimo minuto (e nel caos del Caprilli è bene non dare niente per scontato) la società in liquidazione, di proprietà del Comune, con un debito di oltre 2 milioni e già titolare della convenzione ministeriale, si farà carico della riapertura della struttura.
Proprio come ha proposto a più riprese l’ex direttore Attilio D’Alesio. E come ha escluso in tutte le salse, anche in consiglio comunale, il sindaco Alessandro Cosimi. «La Labronica è già in liquidazione e non può garantire una gestione in pareggio», ha ripetuto spesso dopo una prima fase di accertamenti. Cosa è cambiato?
Due settimane fa Labronica e Comune, per sciogliere il nodo dell’occupazione dell’ippodromo da parte dei lavoratori, avevano chiesto alla società pisana Alfea di gestire uno spicchio di corse estive assumendo in via provvisoria, con una sorta di “distacco”, 13 dei 20 dipendenti livornesi.
Le trattative sono andate avanti fino a ieri, ma a quanto risulta questa strada non sarà percorsa. Del resto da Pisa avevano già fatto presente di essere ancora interessati a gestire il Caprilli per mettere in piedi un polo toscano del galoppo, ma ormai dal 2014. E per i prossimi trent’anni, come recita la convenzione pronta per essere firmata col Comune, dopo che lo scorso anno Palazzo Civico ha già preso un impegno ben preciso in questo senso con una determina dirigenziale.
Ieri ancora tutti i nodi non erano sciolti, ma stando a quanto trapelato dall’ambiente dell’ippica, Alfea dovrebbe rinunciare all’ipotesi di fare causa al Comune di Livorno, con la garanzia di entrare in possesso dell’ippodromo a inizio anno, assumendo 7 lavoratori a tempo indeterminato più qualche stagionale.
Nel frattempo, per non perdere i circa 600mila euro del ministero (240mila da gennaio a oggi) e congiurare fallimento e licenziamenti, la Labronica gestirebbe da sola la stagione.
Per la verità si tratterebbe più che altro di una mini stagione: un pugno di corse, con apertura straordinaria martedì 30 luglio. La Labronica, sostengono ancora da Palazzo Civico, non sarebbe stata in condizione di gestire una stagione intera senza perdite.
I tecnici del Comune e della società stanno spulciando i numeri: non è escluso addirittura che alla fine i livornesi possano entrare al Caprilli gratis, perché l’obiettivo, oggi, è soprattutto non perdere i finanziamenti e tenere basse le spese (quindi risparmiare anche su biglietteria e lavoratori stagionali).
Se l’operazione andrà in porto il problema sarà comunque solo rimandato a fine anno: l’amministrazione guadagnerà un po’ di tempo per chiarire i progetti che dovrebbero garantire un futuro occupazionale a tutti e 20 i dipendenti della Labronica, che nel frattempo sono tornati al lavoro per rimettere in sesto l’impianto, soprattutto la pista. I tre progetti restano: campo da golf in Banditella, corse ad Alfea e centro di equitazione tra il Caprilli e la Ceschina.
Intanto, per garantire a tutti un posto in attesa della soluzione finale, il Comune ritaglierà dal suo bilancio circa 100mila euro che serviranno a pagare gli stipendi di 7 persone chiamate a ripulire il parco della Ceschina.
Juna Goti
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