Il Tirreno

Livorno

Cesare Cremonini e il mistero delle maglie sparite

Lo scatolone con l’abbigliamento dell’artista consegnato alla persona sbagliata che lo prende e se ne va

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LIVORNO. Le mattinate in spiaggia alla Siesta di Calambrone, i pomeriggi nel forno del Modigliani Forum a provare i suoni elettrici per le arene e le notti ancora chiuso là dentro, lui e i suoi pianoforti per il gran finale acustico del tour a Taormina, le passeggiate sul lungomare nei ritagli di tempo, le analisi sul proprio cuore prima durante e dopo il concerto, i quattro chili e mezzo persi al termine dello show, e il giallo di quindici magliette disegnate apposta per lui e sparite nel nulla.

Gli otto giorni di Cesare Cremonini in città sono stati un mix di emozioni, incontri, aneddoti. Chiusi martedì notte da un trionfo davanti a duemila persone che è stato solo l’antipasto di un minitour che già registra quattro sold out su quattro.

Partiamo dal mistero delle magliette: domenica pomeriggio quindici shirt disegnate apposta per Cremonini dal suo stilista di fiducia arrivano a Livorno. Le porta un collaboratore del designer. Sa che deve consegnarle ad uno dello staff di Cremonini che poi gliele porterà in albergo. L’uomo arriva al palasport, entra nel parcheggio e trova una station wagon ad aspettarlo con una persona dentro. I due si guardano, si salutano senza conoscersi e avviene lo scambio dello scatolone. Il collaboratore dello stilista se ne va, l’altro pure. Un quarto d’ora dopo chiama l’uomo dello staff di Cremonini incaricato di ritirare le maglie: «Ti sto aspettando, non vieni?», dice al collaboratore dello stilista. Quello gli risponde di aver già consegnato il materiale. Bastano pochi secondi per chiarire che c’è stato un equivoco. Le maglie nel frattempo sono sparite nel nulla, insieme alla station wagon. Resta da capire che cosa ci facesse e cosa aspettasse veramente l’uomo che si è ritrovato in macchina il pacco con le maglie.

L’altra curiosità della settimana livornese di Cremonini riguarda invece l’esperimento che l’artista ha condotto in collaborazione col centro Isokinetic di Bologna. «Quanti chilometri percorro durante uno show? Quante calorie brucio? Quanto va il mio cuore durante le canzoni? E un minuto prima di salire?». Sono i grandi quesiti a cui Cremonini si è imposto di rispondere alla fine del tour. I primi risultati li ha scoperti alla fine del concerto di Livorno in cui ha cantato con al polso un cardiofrequenzimetro. «Per me è una curiosità ma per il dottor Nanni è uno studio. A unire è la musica», ha spiegato Cremonini su Twitter. Ebbene alla fine l’ex Lunapop ha spiegato di aver perso 4 chili e mezzo in due ore e un quarto di show. La conferma di quel che ha raccontato al suo pubblico prima di chiudere con la carica di Un giorno migliore: «E’ l’ultima canzone, ma ho davvero dato tutto».

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di Redazione web