Italia
Borgo sotto l’assedio degli ultra-gabbiani
Picchiano col becco contro le finestre per chiedere cibo I residenti: «Sono protetti? Sì, ma almeno sterilizziamoli»
LIVORNO. E' un vero assedio. Se nel nostro immaginario il volo dei gabbiani è sinonimo di libertà e di orizzonti marini sconfinati, oggi - almeno per chi abita vicino al lungomare - sta diventando un incubo, con il timore che una semplice uscita sul balcone possa trasformarsi in una scena di “Uccelli”, la pellicola di Alfred Hitchcock. Solo che questo non è un set cinematografico, ma la vita quotidiana. Arrivano a frotte i gabbiani. Volteggiano in cielo e silenziosamente vengono a posarsi sulla balaustra del terrazzo, ripiegano le loro grandi ali e cominciano a gridare il loro rauco verso di richiamo che durante la notte diventa - spesso per ore - grido di battaglia.
Camminano sulla balaustra e il loro sguardo vitreo ti fissa inquietante. Esci sulla terrazza e il richiamo si fa minaccioso: chi arriva in volo sembra prendere le misure come un Mitsubishi Zero prima di abbassarsi e colpire la flotta a Pearl Harbor. Così ti accorgi che uno dei gabbiani sta per aggredire il cane che sonnecchia al sole. La paura ti attanaglia e pensi al recente attacco segnalato sulla Riviera ligure, quando alcuni gabbiani hanno beccato e ferito un nonno che passeggiava con la nipotina in un parco, è accaduto in un recente passato anche a Piombino.
Nella zona di Borgo San Jacopo, piazza Mazzini, viale Italia è ormai una battaglia quotidiana: proibito alzare le tapparelle perché i gabbiani picchiano il grosso becco contro i vetri; proibito aprire le finestre perché entrano in casa; proibito lasciare fuori dalla porta la ciotola con la pappa del cane. E sono guai seri se cerchi di scacciarli: l’istinto evidente è quello di aggredire. Proibito anche mettere il bucato al sole: la pioggia di escrementi è continua fino a ricoprire macchine e balconi di guamo. Sono tanti, sempre di più. «I gabbiani reali, lo sappiamo, sono protetti in base a una legge del 1992 e quando anni fa mi recai all'Asl per esporre quello che stava accadendo, dell’invasione a cui già allora eravamo costretti - racconta una signora che abita in Borgo S. Jacopo - un responsabile mi disse che non potevano fare nulla. Dopo un periodo di tregua, la situazione sta di nuovo degenerando. I gabbiani sono sempre di più. E sempre più intelligenti. Li vedo spesso prendere con il becco il piattino con il cibo dei gatti, volare su un tetto, mangiare e riportare il piatto al suo posto. Chiediamo qualche risposta, dal Comune, dall’Asl o da chi per loro. Non si possono uccidere, d’accordo, ma magari facciamo in modo di sterilizzarli per contenere i numeri ed evitare l’invasione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
