Italia
Viale Italia, attenti al rischio frana
Oggi sopralluogo dei tecnici del Comune per valutare se occorre transennare un’area più vasta
LIVORNO. Dalla strada sembra una buchetta qualsiasi, una delle tante, transennata da oltre un mese, come sovente capita in città. In realtà, quella buca sul viale Italia, all’altezza delle piscina olimpionica dei bagni Pancaldi-Acquaviva e a pochi metri dalla Baracchina Bianca, in un punto della passeggiata tra i più frequentati di tutta Livorno, potrebbe nascondere guai più seri. Anzi, molto più seri.
Stamani è previsto un nuovo sopralluogo dei tecnici del Comune: da settimane stanno tenendo gli occhi puntati sul muro di contenimento che dal piano stradale del viale Italia arriva fino al mare. Il sorvegliato speciale è un tratto di almeno 20 metri che rischia di cedere: è pronto un progetto da 40mila euro per rifare questo tratto e metterlo in sicurezza rispetto al rischio del cedimento di una parte della passeggiata.
È proprio quello che oggi i tecnici del Comune dovranno valutare, e la conferma arriva da Leonardo Gonnelli, che a Palazzo civico è responsabile del settore protezione civile: capire cioè se è sufficiente la recinzione esistente, grossomodo un metro per cinque, o se l’area del rischio di cedimento si è allargata e dunque c’è da arrivare a transennare metà della larghezza del vialetto pedonale (magari per 20-30 metri) o se c’è da arrivare a chiudere quel tratto di passeggiata fino alla strada.
Basterebbe l’entità del progetto in campo – lo ammette lo stesso Gonnelli – per far capire che questa non è una buca come tante fra le mille che spuntano pressoché dappertutto.
È da dire che dal mare si nota vicino all’acqua, a meno di un metro dalla buca in linea d'aria, un canale di scolo sotterraneo. Non è escluso che mareggiate e acqua piovana possano aver scavato la terra sopra al canale, fino a creare quel vuoto di terreno dove si è formata la buca.
«Stiamo tenendo la situazione sotto controllo – ripete Gonnelli – per questo abbiamo transennato non solo la buca, ma una parte di marciapiede, cioè la zona finora interessata dal rischio cedimento».
I 40mila euro sono stati richiesti come intervento di “somma urgenza”: un canale prioritario sì, ma nel bel mezzo dell’estate e con la finanza pubblica costretta a risparmiare su tutto, nessuno si avventura in previsioni sui tempi.
Già un paio di anni fa un un intervento analogo aveva riguardato il muro di contenimento di una zona adiacente: in quel caso fu ricostruito per una lunghezza di 18 metri.
Va tenuto presente che in questo caso il rischio incombe su qualcosa che sta a pochissimi metri dagli ombrelloni della piattaforma in cemento di Acquaviva, in un punto (il canaletto della barche dei Pancaldi) in cui i bimbi fanno il bagno e giocano a palla. Sì, li non si dovrebbe stare in acqua perché è una zona utilizzata per il transito delle banche ma pochi rispettano la regola.
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