Gioco
Banditi in banca senza armi portano via 30mila euro
Blitz alla Cassa di risparmio di via Provinciale Pisana poco prima dell’una Nell’istituto presenti 10 persone, una donna vuole uscire ma glielo impediscono
LIVORNO. In due minuti e senza armi, riescono a portare via dalla banca tutto l’incasso, pari a 30mila euro. Un colpaccio andato in scena ieri mattina alla Cassa di risparmio di via Provinciale Pisana 28. In azione due banditi italiani, con accento del sud Italia, col volto semicoperto da un cappellino. Come testimoniato dai presenti, i due rapinatori non hanno mai mostrato armi.
Sono le 12.45, la banca è vicina alla chiusura e all’interno dell’istituto di credito in quel momento ci sono una decina di persone: cinque impiegate e altrettanti clienti, tutte donne tranne uno. Una di loro, avendo finito l’operazione, vorrebbe uscire, ma i banditi glielo impediscono: «Nessuno mette fuori dalla banca prima che noi abbiamo finito». Quindi ha inizio il “lavoro”. Uno dei banditi manda via le dipendenti dalle casse mentre l’altro resta nella sala d’aspetto a controllare i clienti. Quindi, l’azione entra nel vivo e l’altro malvivente scavalca le casse e fa razzia di tutti i contanti, che sistema all’interno di una cassa. Terrore fra le cassiere e fra i clienti, che assistono impotenti alla scena. I due non fanno mai vedere le armi, ma la paura che spunti una pistola tiene tutti sulla corda.
Passano pochi secondi e il “gioco” è fatto. I banditi escono dall’istituto bancario con 30mila euro e montano al volo a bordo di un’auto. Testimoni li vedono scappare su una Fiat Punto nera che poi risulterà rubata, come emerge dalle indagini dei carabinieri.
Intanto, sul posto, scattato l’allarme, si precipitano i militari dell’Arma con le gazzelle. E immediate partono le indagini. I testimoni, ascoltati dai militari, riferiscono la dinamica di una rapina che sembra ben pianificata. I malviventi molto probabilmente sapevano che a quell’ora potevano trovare un bel gruzzolo di soldi.
I due sono stati descritti dalle vittime del colpo come italiani (mentre parlavano sembravano tradire un accento del Meridione), di corporatura media e di altezza intorno a un metro e 70-75 centimetri. Uno indossava un paio di jeans e una camicia e l’altro jeans e una tshirt.
Inoltre, entrambi avevano un cappellino in testa: uno da pescatore e l’altro da baseball con la visiera.
Ora gli investigatori dei carabinieri stanno analizzando le telecamere della banca per vedere se ci sono filmati che abbiano ripreso l’azione dei due e quindi per poter tracciare un identikit.
I militari, guidati dal capo del Nucleo operativo radiomobile Claudio Gallù, sono anche a caccia di altre telecamere attive in zona che potrebbero aver ripreso i due in entrata e/o in uscita dalla banca.
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