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Protezione animali: non smettete di cercare i bidoni tossici finiti in mare
Per l’Ente nazionale protezione animali è «assolutamente inconcepibile» che sia interrotta la ricerca dei bidoni tossici finiti in mare nel dicembre 2011 nel cuore del “Santuario dei cetacei”. Il ministero dell’ambiente deve dare garanzie e deve regolamentare in modo più forte i trasporti di sostanze potenzialmente tossiche per l’ambiente
LIVORNO. «È una ipotesi assolutamente inconcepibile» che possano essere destinati a rimanere in fondo al mare «più di 70 fusti tossici contenenti nichel e molibdeno», finiti in acqua dal cargoVenezia della Grimaldi nel dicembre di due anni fa al largo di Gorgona. A dirlo è l’Enpa, l’Ente nazionale protezione animali, chiedendo al ministero dell'ambiente di «fare chiarezza» e di farsi «garante affinché tutti i fusti siano rimossi, evitando così una catastrofe ambientale che avrebbe ben pochi precedenti nella storia del nostro Paese». L’organizzazione mette l’accento sul fatto che l’incidente è avvenuto «in pieno Santuario dei Cetacei, una delle aree marine protette più importanti d'Europa ma di fatto aggredita quotidianamente dall'impatto antropico di ogni tipo». Il direttore scientifico dell'Enpa, Ilaria Ferri, ribadiusce che su quei fondali «si trova una vera bomba ad orologeria che potrebbe avere effetti devastanti sia per la sopravvivenza degli abitanti del mare, sia per la salute dei cittadini. Se già non è esplosa».
L’Enpa ricorda che nichel e molibdeno sono «metalli altamente tossici che, se rilasciati nell'ambiente e trasportati dalle correnti, inquinerebbero - se tutto ciò' non fosse già in corso - un vastissimo tratto di mare, causando un disastro di proporzioni inimmaginabili destinato a fare sentire i propri effetti per molti anni».
L’Ente protezione animali chiede di intervenire immediatamente: se non lo si farà sarà necessario «un mare di denaro per tentare di arginare il danno causato sull'ecosistema del Tirreno, senza contare poi che nichel e molibdeno finirebbero inevitabilmente nella catena alimentare di uomini e animali, con ulteriori costi dal punto di vista sanitario e sociale».
Ferri invita il ministero dell'ambiente a prendere l’iniziativa su un duplice versante: da un lato, fugare il timore che la campagna di ricerca dei bidoni sia fermata; dall’altro, provveda in tandem con i ministeri dei trasporti e della salute, a aregolamentare in modo più rigido i trasporti di sostanze potenzialmente tossiche e dannose per l'ambiente, prevedendo rigidi protocolli tesi a garantire la sicurezza di tutto l'ecosistema e della biodiversità».
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