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Livorno

Prc: i big della finanza alla conquista dei porti in crisi

«In questi tempi di crisi, nei porti si affacciano grandi soggetti finanziari che scalza- no gli intermediari: è un nuovo modello liberista imposta dal- l’Europa che porta solo infra- strutture senza...

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«In questi tempi di crisi, nei porti si affacciano grandi soggetti finanziari che scalza- no gli intermediari: è un nuovo modello liberista imposta dal- l’Europa che porta solo infra- strutture senza ridistribuire la ricchezza». Così Mauro Grassi (circolo Prc porto) ha presentato l’incontro dedica- to al futuro del porto al dibat- tito organizzato da Rifonda- zione comunista alla Festa Rossa di Stagno. «In Italia – è stato sottolineato da Grassi – manca una progettualità nazionale in grado di coordinare i finanziamenti a pioggia, intanto Livorno una crisi profonda tra carenze industriali, crisi del settore produttivo e concorrenza all’interno del porto».

Per Vladimiro Mannocci (dipartimento economia e Lavoro del Prc) Livorno «rischia di soffrire di un eccesso di capacità nel settore dello shipping mentre in quello delle crociere non ci decidiamo se dobbiamo essere un porto da cui esse nascono, oppure se dobbiamo interloquire con la Regione». “Nello shipping subiamo la concorrenza del Nord Europa – gli risponde Nereo Marcucci, presidente di Confetra – per- ché con dei collegamenti più efficaci sono in grado di rag- giungere un maggior numero di persone. L’Europa definisce i porti interessanti in base ai collegamenti: oltre al proble- ma dei dragaggi, per recupera- re posizioni è fondamentale un forte sostegno alle politiche ferroviarie. Il mercato domestico e quello Nord Africano sono ancora recuperabili, per farlo serve anche uno snellimento della burocrazia». Anche per Giuliano Gallanti, presidente dell’Authority, dragaggi e snellimento della burocrazia sono fondamentali per intercettare la ripresa. E aggiunge: «L’indirizzo è di costruire container sempre più grandi, e Livorno in quest’ottica rischia di finire fuori dai giochi. Attenzione però, le aumentate dimensioni possono portare a uno sviluppo sfrenato se non si interviene con una programmazione efficace, perché, per ora, le Autorità Portuali decidono in autonomia. Serve più programmazione. Sulle crociere? Certo che la Toscana è una risorsa e si deve affrontare la questione insieme». Sul tema delle crociere interviene anche il vicesindaco Bruno Picchi: «La revisione del piano strutturale lascerà fuori l’Alto Fondale. Questo per permettere la realizzazione della stazione marittima in tempi rapidi, come opera pubblica».

Carlo Fantoni

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