Gioco
Nuove regole, i dubbi di Cosimi
Il sindaco al summit di Dunkerque: alt alla privatizzazione selvaggia
LIVORNO. A Dunkerque, che si affaccia sulla Manica, sindaci e Regioni di tutta Europa studiano come organizzarsi in vista del nuovo boom del traffico di merci via mare. La Comunità europea ha fatto l'elenco dei 319 porti che faranno rete per garantire al Vecchio Continente i traffici mondiali (Livorno è nel giro) con una previsione di un forte incremento delle merci, circa il 50% entro il 2030.
L'Europa vuole dare regole comuni al sistema, soprattutto in termini di concorrenza, appalti e di accesso ai finanziamenti pubblici. Una grande partita con dirette e facilmente immaginabili ricadute anche su Livorno. Anche per questo Alessandro Cosimi è volato nel nord della Francia col compito di fare da relatore al parere che il comitato delle Regioni europee deve formulare alle leggi che sono sul tavolo della Commissione europea.
Il sindaco Cosimi ha dato voce alle riserve degli amministratori locali e regionali europei: «Siamo preoccupati dal fatto che la Commissione abbia sottovalutato, nel suo studio di impatto, la dimensione territoriale delle attività portuali, tanto più se si considerano le sfide con cui la politica portuale europea si deve misurare, come il fenomeno di “containerizzazione” e la minaccia di congestione nell'entroterra dei principali porti».
Presentando i principali orientamenti del documento di lavoro su cui si baserà il parere, Cosimi ha individuato alcune criticità anche in merito alla normativa Ue sulle politiche di incentivazione in questo settore: «Serve una maggiore chiarezza rispetto a uno dei punti più importanti per il rilancio del comparto, vogliamo quindi affrontare con la Commissione la questione degli aiuti di Stato in materia di infrastrutture portuali, trovando insieme soluzioni adeguate» ha detto Cosimi, aggiungendo che «città e regioni devono essere coinvolte in modo strutturato anche nella definizione delle norme minime per la prestazione di servizi portuali».
In pratica gli amministratori europei vedono il pericolo che possa aprirsi una stagione di privatizzazione selvaggia. C'è piena intesa – spiega Cosimi – nel chiedere che le nuove norme siano rispettose delle esperienze locali con finanziamenti pubblici che non creino disparità e rimodulando il ruolo delle autorità portuali.
Il progetto di parere sarà discusso e adottato dalla commissione europea il 26 settembre, per poi essere presentato e votato alla sessione plenaria del delle regioni di fine novembre 2013. I tempi sono stretti e – lascia intendere Cosimi – l'Italia dovrebbe alzare il livello di interesse su questo tema strategico per la sua economia. (a.l.)
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