Gioco
Interporto, l’Authority tira fuori il primo milione
La prossima settimana il comitato portuale darà l’ok alla ricapitalizzazione Barbera: adesso i soci sono al bivio e devono fare una scelta forte
LIVORNO. Sul fronte caldo dell'interporto l'Authority fa la prima mossa. Nel comitato portuale della settimana prossima dovrebbe sottoscrivere la propria quota di aumento di capitale della società dell'infrastruttura di Guasticce: una iniezione da milione di euro che vale il 5,6% della propria fetta nella compagine soci. Né dal presidente Gallanti né dal numero due Provinciali arrivano dichiarazioni roboanti ma vale come segnale di interesse e attenzione già il fatto che, nel vasto arcipelago dell'azionariato, è la prima a far la mossa senza battere ciglio. Ovvio che non sarà Palazzo Rosciano, sede dell'istituzione portuale, a farsi carico dell'intera ricapitalizzazione, però questa scelta è stata letta come disponibilità implicita ad ampliare il proprio ruolo magari nel secondo round relativo alla parte inoptata.
«L'interporto una cattedrale nel deserto? Difficile crederlo se è vero che non c'è un solo magazzino vuoto». A sottolinearlo è Federico Barbera, presidente della società Interporto: «Semmai ci sono aree dove, avendo le risorse, si può costruire. Anzi, ora come ora, direi: far costruire».
Barbera tiene a rimarcare che «non c'è il maxi-buco di cui ogni tanto si sente parlare: c'è semmai un forte impegno di investimenti, talmente forte da essere andato un po' in affanno». Ma a stargli a cuore è soprattutto un appello ai soci a decidere. Per almeno due ragioni: l’una è quella di «proteggere l’investimento» e «difendere l’ingente patrimonio rappresentato dall’interporto»; l’altra è quella di «fare una scelta forte su quel che deve essere l’interporto come strategia di lungo periodo nello sviluppo del territorio» (e capire se le valutazioni si fanno sul conto economico della società o sulle ricadute relative allo sviluppo).
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