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Livorno

Cisternone, al via i lavori di restauro

Cisternone, al via i lavori di restauro

Entro un mese saranno cancellate le macchie sul colonnato che era stato deturpato da una scritta

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LIVORNO. Saranno finalmente cancellate le vistose chiazze azzurrognole che da quasi cinque anni deturpano il colonnato del Cisternone.

Affidati ad una ditta specializzata fiorentina sono infatti iniziati i lavori di restauro conservativo del monumentale edificio ottocentesco che dal febbraio scorso è, fra l’altro, chiuso al pubblico a causa di infiltrazioni d’acqua piovana. Una parte dell’intervento consiste infatti nel riparare l’impermeabilizzazione della mantellina sovrastante il colonnato e dell’area situata sotto la vasta semi-cupola. Saranno inoltre rimossi dalla facciata e dal soffitto del colonnato i frammenti di arenaria in procinto di distacco procedendo quindi alla stuccatura delle superfici interessate.

Come si accennava in apertura, l’intervento più evidente consisterà nella eliminazione delle grosse toppe di vernice grigio-azzurra che furono dipinte per coprire una scritta ingiuriosa comparsa su sei delle otto colonne che formano il porticato della Gran Conserva: trattandosi di manufatti in pietra arenaria la ripulitura delle colonne richiederà però una tecnica piuttosto delicata per non danneggiarne la superficie. E difatti sarà impiegata una speciale sabbiatrice che “sparerà” sull'area da trattare una particolare polvere abrasiva costituita da minuscoli granuli di granturco macinato: una metodica innovativa e ecologica. Terminata la ripulitura della facciata, la fase conclusiva dei lavori, che nel totale richiederanno circa un mese, sarà infine dedicata alla stesura di un apposito prodotto per il consolidamento superficiale della pietra arenaria, un trattamento protettivo che però dovrebbe essere ripetuto ogni quattro-cinque anni.

Ma chi pagherà tutto ciò? In accordo col Comune, ad accollarsi la spesa, come ci ha riferito l’assessore alle culture Mario Tredici, sarà l’Asa, ovvero l’ente gestore del complesso. La Gran Corserva appartiene infatti al Comune, ma è stata data in gestione all'Asa che fra il 1992 ed il 2000 ne ha curato il restauro complessivo. Con gli anni il Cisternone ha però accusato vari problemi richiedendo, fra l’altro, un temporaneo transennamento per il distacco di frammenti lapidei, sino alla recente chiusura alle visite guidate, per non parlare dell'imbrattamento della facciata: tutte situazioni in cui Asa e Comune si sono di volta in volta palleggiati le responsabilità in base a diverse interpretazioni della convenzione firmata a suo tempo.

E siccome piove sul bagnato, proprio una settimana fa qualcuno ha pensato bene di rubare dal Cisternone un centinaio di metri di grondaie in rame. La domanda è sempre la solita: chi paga?

Roberto Riu

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