Sicurezza
«Perché non c’è stato un referendum per il gas offshore?»
A pochi giorni dall’arrivo della nave di Olt a Livorno i comitati del no tornano all’attacco: «E’ pericoloso»
LIVORNO. Nonostante l'arrivo quasi imminente del rigassificatore - che ripartirà in settimana da Malta verso Livorno - i comitati anti off-shore non si arrendono e tornano a ribadire il proprio no contro la collocazione la piattaforma a pochi chilometri dalla costa tra Livorno e Pisa. Denunciandone «la pericolosità» e andando contro a quello che per loro «è un progetto rischioso e dannoso, che potrebbe mettere a repentaglio la salute del cittadino e dell'ambiente marino».
I comitati in questione sono Vertenza Livorno e Comitato no offshore e, ieri mattina, si sono riuniti davanti a Palazzo Civico per invitare la cittadinanza a nuove mobilitazioni. «Con l'arrivo del rigassificatore – spiega Riccardo Saller, attivista del Comitato No offshore – si autorizza la collocazione di un impianto che non è a norma. Un impianto che non è mai stato collaudato, la cui sperimentazione viene fatta sulla testa di tutti i cittadini livornesi. Il personale preposto alla sua manutenzione, inoltre, è un personale privo di esperienza visto che quello di Livorno è il primo terminale del suo genere al mondo». E, riguardo i possibili danni ambientali che la nave potrebbe portare con sé, i due comitati temono per il contatto del cloro immesso nell'acqua: «Distruggerà l'ambiente marino», dicono. «Il movimento delle ancore a cui verrà ormeggiata la nave, inoltre, potrebbe rimettere in circolo i fanghi di scavo del porto che, ancora ancorati sul fondo, sono altamente inquinanti».
«La cosa grave di questa situazione – continua Ruggero Rognoni – è che la popolazione non è stata consultata. L'amministrazione comunale ha negato, nel 2009, la possibilità alla cittadinanza di scegliere, attraverso un referendum popolare richiesto dopo la raccolta delle firme necessarie, se e come fare questo impianto. È stata tolta la possibilità al cittadino di controllare l'operato del Consiglio». «In città – prosegue Rosalba Volpi di Vertenza Livorno – i comitati come il nostro andranno avanti perché è necessario effettuare un controllo sulle politiche che vengono prese. Il nostro augurio è di continuare a coinvolgere la cittadinanza con mobilitazioni, svegliandola dal torpore nel quale spesso si trova».
Rosanna Harper
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