Gioco
Il treno resta un Ufo ma la Regione promette il ponte
Collegamento ferroviario inaugurato sulla carta nel 2006 Il prof. Bologna: con quale cervello si usano i soldi pubblici...
GUASTICCE. Quella notte del marzo di sette anni fa al centralino della polizia stradale l’avevano preso per matto: «È atterrato un aereo all’interporto», aveva detto l’automobilista. Non aveva bevuto ed è come se avesse visto un Ufo: presumibilmente è stato il testimone involontario dei test per l’arrivo del treno all’interno dell’interporto.
Peccato che dopo il convoglio arrivato per il taglio del nastro alle 10,30 del 9 marzo 2006 gli altri treni siano stati più rari degli Ufo nel cielo sopra Guasticce. Eppure la maxi-gru transtainer sarebbe in grado di lavorare fino a 40 tonnellate. Eppure i 25 contenitori trasportati da quel primo treno vogliono dire 25 camion in meno sulle strade. Eppure, a rimarcare l’evento-simbolo, i container immortalati nelle foto per l’album degli amarcord sono di China Shipping, il colosso asiatico che rappresenta la prepotente ascesa delle economie dell’Oriente più lontano. Eppure la linea ferroviaria è lì sotto il naso degli automobilisti che, transitando sulla Ss 555 verso Guasticce, la vedono tagliare l’asfalto...
Cos’è che manca? Lasciamo perdere l’eterna telenovela del rapporto con le Ferrovie: i vertici dell’ente ferroviario hanno annunciato qualche milione di volte il diuturnoi impegno, l’infaticabile volontà e bla bla. Con risultati finora prossimi allo zero: non è mai troppo tardi ma un po’ forse sì. La frustata l’aveva data il prof. Sergio Bologna, uno dei massimi esperti di logistica che abbia il nostro Paese: «Se penso che l’interporto di Guasticce è stato costruito senza un collegamento ferroviario diretto con il porto mi domando con quale cervello siano stati usati quei soldi pubblici».
Tutto dipende dal fatto che al Calambrone il flusso ferroviario in uscita dal porto si ingarbuglia. In mancanza di una ristrutturazione di quello snodo da parte delle Fs (inutilmente vagheggiata per anni da qualunque operatore portuale), non resta che una linea direttissima porto-interporto che salti il Calambrone. Come? Con binari da sistemare fra Scolmatore e raffineria, compreso soprattutto un ponte da ristrutturare radicalmente.
Ma il presidente dell’interporto Federico Barbera stavolta ce la mette tutta per crederci davvero: le chiavi dell’intervento – afferma – le ha in mano la Regione, che ha messo nelle cifre del bilancio sette milioni di euro, uno dei quali già quest’anno per la progettazione.
Questa però è solo metà dell’operazione ferrovia per l’interporto: oltre che arrivare dalla Darsena Toscana, i trenicontainer dovranno anche uscire. Come? Riattivando altri binari che già ci sono: quelli della linea Collesalvetti-Vada.
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