Attenzione
Sos per Trelleborg e Gbl «A rischio i nostri posti»
Lavoratori e sindacati sul piede di guerra con un presidio davanti al Comune Al via una settimana caldissima: «Vogliamo il rispetto degli accordi»
LIVORNO. «I lavoratori rivendicano il diritto al lavoro e quello di avere certezze sul futuro delle due aziende che ormai da troppi anni vivacchiano tra minacce di chiusura e di licenziamenti del personale». I sindacalisti delle organizzazioni di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil stanno parlando dei destini incrociati di Trelleborg e Gbl i cui dipendenti sono protagonisti di un presidio in piazza Civica che punta a richiamare l'attenzione della città e delle istituzioni sulla loro situazione. Per adesso, al centro dell'attenzione c'è il caso di 15 addetti in cassa integrazione fino a marzo ma i sindacati vogliono mettere in chiaro le cose per tempo per evitare che poi si precipiti nel gorgo dell'emergenza. Nel mirino – viene ribadito – è «l'immobilismo delle due aziende», c’è il timopre che «a marzo alcuni lavoratori non siano ricollocati». È una strategia che, secondo i sindacati, va respinta al mittente: «Livorno non si può permettere una perdita ulteriore di posti di lavoro».
Tutto nasce dall'accordo che nel 2008 ha portato all'uscita di una parte dei lavoratori nella Gbl perché la multinazionale ha riconcentrato il proprio business su altre produzioni. Ma il clima è spesso stato teso in fabbrica: basti dire che quel che è accaduto quando l'azienda ha minacciato di piantare tutti in asso e trasferirsi in Oriente, basti pensare al blitz che ha portato alla chiusura del magazzino, basti ricordare le minacce a un dirigente aziendale e a un sindacalista. È un clima «di forte tensione», dicono gli stati maggiori delle tre sigle sindacali: tale da essere «non più sostenibile» e da rischiare di «sfociare in situazioni poco gestibili anche da noi sindacati».
Ma torniamo all'intesa del 2008: la chiave sta nella clausola di salvaguardia in favore dei lavoratori che sono passati dalla multinazionale alla Gbl.Una sorta di "biglietto di ritorno" per essere riassorbiti in Trelleborg nel caso le cose si mettessero male in Gbl. E appunto adesso che nella nuova azienda di Guasticce la situazione si fa poco rosea, ecco – denunciano i sindacati – che quell'intesa rischia di restare solo sulla carta. Adesso, ecco l'accelerazione perché non si vuol far passare il tempo invano: il patto sottoscritto lo scorso anno prevede che entro il periodo di utilizzo della cassa integrazione, Trelleborg sia impegnata a riassumere i lavoratori in esubero nell'altra società.
Quella che si aprirà fra breve è una settimana intensa: i rappresentanti dei lavoratori hanno in programma martedì un faccia a faccia con gli amministratori municipali di Collesalvetti (nel cui territorio ha sede la Gbl) e mercoledì un incontro con l’assessore regionale Simoncini. Senza contare il colloquio di giovedì con il prefetto Tiziana Costantino per affrontare la questione della Cil (ex Ginori).
«Bisogna scongiurare l’ipotesi che nel nostro territorio si produca altra disoccupazione», dice Fabrizio Musto (Filctem Cgil). «Nessuno nega che ci sia la crisi ma Livorno potrebbe essere un polo rilevante nel settore gomma-plastica e invece l’immobilismo delle aziende sembra castigarlo. Al contrario, bisogna avere il coraggio di impostare le basi per il futuro mentre qui si punta solo ad accordi difensivi. Di una cosa siamo certi: le aziende devono tornare a avere l’ambizione di progettare, nessuno deve rimanere a casa».
In tandem con Mario Sandrelli (Uiltec Uil) e Gabriele Burgalassi (Fema Cisl), ribadisce che, vista l’aria che tira nelle due aziende, si spinge per «l'attivazione del tavolo regionale di crisi, richiedendo il rispetto degli accordi sottoscritti».
Sindacati e lavoratori vogliono puntare a coinvolgere la città e non escludono proteste forti. La bussola è data da tre elementi: 1) la «garanzia del posto di lavoro per tutti i lavoratori oggi impiegati nelle due aziende»; 2) la «garanzia di piani industriali seri e di sviluppo da parte di Gbl e di Trelleborg»; 3) l’«attivazione di corsi di riconversione del personale di Gbl e di Trelleborg mirati alla tutela del posto di lavoro».
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