Il dolore
«Legge Biagi aggirata» Piccini e Mannocci a processo
Ma per il presidente di Porto 2000 il reato è prescritto. La Global service di cui sono stati presidenti tra il 2004 e il 2010 avrebbe “prestato” 40 lavoratori
LIVORNO. Per quasi cinque anni, tra il 2005 e il 2010, in qualità, uno dopo l’altro, di presidente della “Global Service Car srl”, società specializzata nella movimentazione di autoveicoli, avrebbero aggirato la “legge Biagi” sostituendosi alle agenzie interinali e prestando quaranta lavoratori alla ditta Autostrade and Logistic spa senza averne i requisiti e senza tutelare i propri dipendenti «somministrando in modo fraudolento manodopera a terzi». È questo il cuore delle contestazioni che il pubblico ministero Luca Masini fa a Roberto Piccini, 63 anni, attuale presidente di Porto 2000 e Vladimiro Mannocci, 53, consigliere di amministrazione della Compagnia portuale.
«Siamo certi di dimostrare l’assoluta correttezza dell’operato dei miei clienti - ribatte il loro legale, l’avvocato Paolo Bassano - tanto che recentemente il giudice del lavoro ha riconosciuto la regolarità dell’operazione. In ogni caso, per quello che riguarda la posizione di Piccini, il reato è prescritto».
A distanza di oltre tre anni dal controllo, venerdì mattina in tribunale, era in programma l’apertura del processo. Ma l’udienza è durata solo pochi minuti. A causa dell’astensione da parte degli avvocati, infatti, il giudice Gabriella Marinelli ha avuto solo il tempo di fissare una nuova udienza per il prossimo 20 dicembre.
@fedelazzotti
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